Liguria

Il ‘re dei surgelati’ Salvatore Vetrano condannato a 10 anni e 8 mesi di carcere


Genova. Il tribunale di Genova ha condannato a 10 anni e 8 mesi di carcere Salvatore Vetrano, noto come il “re dei surgelati” di Palermo e ritenuto vicino a Cosa Nostra. Il pm Giancarlo Vona e il procuratore aggiunto Federico Manotti avevano chiesto 12 anni.

Vetrano è accusato di associazione a delinquere, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omesso versamento Iva, aggravati dalla transnazionalità. Per i pm questi reati sarebbero stati aggravati anche dal voler agevolare Cosa nostra, ma il tribunale ha invece escluso l’aggravante prevista dal 416bis.

Condannati anche il suocero Pietro Bruno (2 anni), considerato dagli inquirenti un esponente di spicco della mafia palermitana e altri quattro imputati. In dettaglio: 3 anni e 6 mesi la condanna per Anna Bruno, moglie dell’imprenditore e 4 anni e 2 mesi per Mauro Castellani, operatore del settore ittico di Genova. L’altra imputata, Sebastiana Germano, ha optato per il rito abbreviato ed è stata condannata nei mesi scorsi a 2 anni.

Per Pietro Bruno la procura aveva chiesto sei anni ma i giudici Roberto Cascini, Riccardo Crucioli e Valentina Vinelli lo hanno assolto dal reato di ricettazione condannandolo però per le false comunicazioni sulle variazioni patrimoniali.

Il tribunale ha anche disposto la confisca di beni e conti correnti riferibili agli imputati e alle società collegate per oltre 20 milioni di euro.




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