Emilia Romagna

Il Prime Center di Cesena vola a Boston per il congresso sull’Oncologia Integrata – Forlì24ore.it

Serra – Turroni

Le dott.sse Lorella Turroni e Patrizia Serra ospiti del convegno della Society for Integrative Oncology con uno studio sulla pre-abilitazione

Un grande riconoscimento a livello mondiale: nonostante sia una struttura relativamente giovane, nata nel 2021 dall’impegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo e dalla visione lungimirante del suo fondatore, prof. Dino Amadori, il PRIME Center di Cesena è stato invitato al Congresso Internazionale della Society for Integrative Oncology (SIO) che si terrà a Boston dal 27 al 29 ottobre. Le dott.sse Lorella Turroni, Direttrice Sanitaria della facility di Cesena, e Patrizia Serra, Coordinatrice dell’Area Scientifica del Centro, voleranno negli Stati Uniti per presentare i dati preliminari dello studio PIGEON. Scopo della ricerca quello di dimostrare i vantaggi, per i pazienti affetti da neoplasia del colon-retto in procinto di intervento, di un programma personalizzato e strutturato di pre-abilitazione, che comprenda assistenza nutrizionale, supporto psicologico e, soprattutto, esercizio fisico.

«L’era in cui veniva imposto totale riposo a una persona in attesa di sottoporsi a un trattamento chirurgico a causa di una diagnosi di tumore, specie se anziana, va superata – spiega la dott.ssa Turroni – con PIGEON vogliamo dimostrare che, al contrario, maggiore è il livello di allenamento e preparazione di un paziente prima di entrare in sala operatoria, maggiori sono le probabilità di successo dell’intervento; più breve è la degenza; e più rapida è la sua ripresa funzionale. Da marzo 2023 a gennaio 2025 abbiamo reclutato 25 persone con tumore al colon-retto di età compresa tra i 72 e i 93 anni: allo stato attuale i risultati che abbiamo ottenuto possono dirsi positivi. Fino a poco tempo fa, dopo i 75 anni, si veniva considerati spesso troppo anziani per sottoporsi a trattamenti di un certo tipo, per cui la chirurgia veniva reputata una soluzione troppo rischiosa da sottoporre al malato: la conseguenza è che si proponevano terapie meno invasive ma anche meno efficaci, per il tipo di patologia. Oggi sappiamo che l’età è solo un numero: le persone anziane sono sempre più integrate nella società e hanno un ruolo centrale nelle famiglie; accompagnano i nipoti a scuola o nelle loro attività sportive; hanno hobby e interessi a cui, legittimamente, vogliono tornare il prima possibile. La medicina integrata in generale, e i percorsi di pre-abilitazione che offre l’equipe multidisciplinare del PRIME Center in particolare, secondo noi offrono un aiuto affinché anche agli over venga proposto il percorso di cura con le migliori probabilità di successo. È per noi un grande onore poter presentare lo studio PIGEON al SIO di Boston: dimostra che il lavoro svolto in questi 4 anni non solo dal punto di vista della soddisfazione dei 500 e più pazienti che frequentano ogni anno la struttura, ma anche degli standard imposti dalla comunità scientifica nei confronti della ricerca, è stato apprezzato».

Nei giorni scorsi il PRIME Center aveva ricevuto anche la visita del prof. Massimo Bonucci, Presidente di ARTOI (Fondazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate) e co-Presidente di SIO Europe, organizzazione impegnata a diffondere anche sul Vecchio Continente il valore della medicina integrata come aiuto ai trattamenti convenzionali. «Ormai è sempre più evidente come queste discipline diano un vantaggio non solo dal punto di vista della qualità di vita del paziente oncologico ma anche delle sue prospettive di sopravvivenza – ha spiegato nel corso dell’incontro aperto alla cittadinanza e intitolato “Dialoghi di Cura” – l’approccio integrato, d’altronde, si concentra sulla gestione degli effetti collaterali delle terapie standard: se il paziente sta meglio sarà più propenso a seguire quei trattamenti in maniera adeguata, e se segue i trattamenti in maniera adeguata è logico che abbia una maggiore sopravvivenza. Non solo: una persona ammalata di cancro si sottoporrà a meno esami se la sua qualità di vita è più alta. Di conseguenza il vantaggio non è solo per il paziente ma per tutto il nostro Sistema Sanitario, che risparmia quei costi e ha liste d’attesa meno lunghe. Pur essendo una struttura relativamente giovane, i servizi offerti dal PRIME Center mi sono sembrati più che adeguati: conferma ne è la presenza dei suoi professionisti al SIO di Boston. Mi auguro che questo centro contribuisca sempre di più alla letteratura scientifica intorno all’approccio integrato all’oncologia, per dare una spinta alla sua diffusione in tutta Italia».

Pochi mesi fa, il 21 e 22 giugno, i professionisti del Centro di San Cristoforo erano stati anche ad Oxford per il convegno della SIO Europe, dove avevano presentato due “poster”: il primo relativo a uno studio prospettico osservazionale sull’impatto dell’oncologia integrata a beneficio dei pazienti con diagnosi di tumore; il secondo sui benefici dei percorsi di arteterapia negli adulti col cancro.«Pensiamo rappresentino due contributi significativi ad un approccio più integrato all’oncologia, che non tenga esclusivamente conto della malattia di cui soffre la persona ma del suo benessere a 360° – spiega la dott.ssa Serra – il primo studio ha preso in considerazione 76 pazienti con varie diagnosi di tumore e, dunque, trattamenti diversi a seconda della neoplasia di cui soffrono. Dopo un percorso di almeno due mesi col nostro team multidisciplinare più del 50% degli intervistati ha confermato un miglioramento della sua qualità di vita: sono dati preliminari che necessitano di maggiori approfondimenti ma si tratta sicuramente di una prima importante prova dell’utilità dell’attività che portiamo avanti. Il secondo studio riguarda invece l’arteterapia, disciplina portata avanti presso il nostro Centro dalla specialista Cinzia Lissi che utilizza l’espressione artistica per promuovere il benessere fisico ed emotivo di una persona che convive col tumore. Dalla primavera del 2022 a dicembre 2024 abbiamo “somministrato” a 32 pazienti, nella stragrande maggioranza donne, cicli di 8 sessioni individuali: dai test di autovalutazione che abbiamo chiesto loro di redigere all’inizio e al termine di questi corsi sono emersi grandi miglioramenti dal punto di vista della gestione di disturbi con un forte impatto sulla qualità di vita, come ansia, angoscia, depressione e insonnia».


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