Il primario del Monaldi: “Mai visto usare il ghiaccio secco per un organo” – Cronaca
NAPOLI. “Il problema vero per me è stato il ghiaccio secco. In tanti anni di carriera non l’ho mai visto usare in ospedale. Non so chi lo abbia fornito, chi lo ha inserito nella borsa a Bolzano. Non era mai capitato nella storia dei trapianti del Monaldi di trovare un cuore pietrificato dal ghiaccio secco”.
Il professor Antonio Corcione, anestesista capo dipartimento dell’Area critica non pediatrica al Monaldi, fino a un anno fa guidava la rete regionale dei trapianti, è l’unica voce medica dell’ospedale che abbia parlato due giorni fa ai cronisti della vicenda del piccolo Domenico, sulla base della sua esperienza e pur non essendosene occupato direttamente. Intervistato dal quotidiano Il Mattino, si sofferma su alcuni aspetti della vicenda.
Sul fatto che il cuore di Domenico sia stato espiantato prima di verificare le condizioni danneggiate del nuovo organo, costringendo così a utilizzare in ogni caso quello giunto da Bolzano, questa è l’idea di Corcione: “Non sta a me difendere nessuno ma so che era passato molto tempo per il rientro e si lavora sui minuti. Oltre un certo tempo il cuore non regge l’ipossia. Il chirurgo ha atteso. Quando i colleghi che rientravano da Bolzano hanno comunicato di essere in tangenziale e di temere i ritardi del traffico, hanno aspettato ancora. Si è deciso di iniziare solo quando il team era già in ascensore”.
E ripete: “Al Monaldi sono stati effettuati 500 trapianti in 20 anni, senza mai problemi. Non era mai capitato di ricevere un cuore pietrificato dal ghiaccio secco”.




