Marche

il presidente del Consiglio comunale Umberto Spalletti chiamato a restituire 30mila euro


CORRIDONIA Il presidente del consiglio comunale Umberto Spalletti e il suo predecessore Riccardo Vecchi avrebbero percepito, per un errore, indennità non dovute. Una questione particolarmente complessa, finita all’attenzione dell’ultima seduta dell’assise cittadina. A chiedere chiarimenti erano stati gli esponenti di opposizione Manuele Pierantoni e Sandro Scipioni, e quello del gruppo misto Gioele Giachè, ai quali ha risposto in aula Matteo Ceschini, capogruppo di maggioranza.

  

L’intervento

«Essendo il Comune di Corridonia passato sotto la soglia dei 15mila abitanti, l’indennità da corrispondere al presidente del consiglio comunale è pari al 10% di quella del sindaco e non il 40% come avviene nelle città sopra quota 15mila – ha spiegato in consiglio comunale Ceschini, che svolge la professione di commercialista -. Una questione tecnica complessa, che a mio avviso riguarda anche la parte conclusiva del precedente mandato amministrativo. Le indennità sono fissate per legge e questo non deve essere oggetto di confronto politico: se percepite illegittimamente vanno restituite. Da parte mia ci sarà la massima attenzione affinché la questione venga definita in maniera corretta». Spalletti, esponente dell’Udc, ha dunque percepito un’indennità pari al 40% anziché il 10%, cioè 1.863 euro lordi al mese e non 400 euro.

Stando a quanto previsto dalla giurisprudenza, va restituito il netto e non il lordo. L’errore degli uffici amministrativi del Comune riguarderebbe la reggenza di Spalletti (insediatosi a giugno del 2022 dopo la vittoria della coalizione di centrodestra del primo cittadino Giuliana Giampaoli) e gli ultimi sei mesi di Riccardo Vecchi, quando al governo della città c’era l’amministrazione comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Paolo Cartechini.

La popolazione legale è scesa sotto i 15mila abitanti dal 2020 e l’indennità, stando a quanto emerso, andava ridotta dal 2022. Per quanto riguarda Spalletti, bisognerà effettuare i conteggi, alla luce della tassazione applicata, per stabilire l’eventuale somma da restituire. Secondo alcuni addetti ai lavori sarebbe superiore ai 30mila euro. Il presidente preferisce non rilasciare dichiarazioni, spiegando che si tratta di una questione «meramente tecnica».

 

Le posizioni

È assoluta la buona fede di Spalletti, così come quella di Vecchi. Quest’ultimo (le somme complessive sono di gran lunga inferiori) tiene a evidenziare un aspetto: «Sono dipendente pubblico e non avevo usufruito dell’aspettativa, particolare subito comunicato agli uffici comunali. Per questo ho percepito la metà dell’indennità, il conteggio è stato effettuato dagli uffici preposti. Ora attendo la documentazione e se bisognerà restituire delle somme non ci sarà alcun problema».




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