il post della consigliera Pd di Milano
La denuncia non arriva né in maniera anonima né in via riservata. Ma a farla è una consigliera comunale milanese del Pd con un post su Facebook, pubblico e aperto a tutti. L’accusa è rivolta a Enrico Mentana, protagonista – racconta Simonetta D’Amico, eletta a Palazzo Marino con il Partito Democratico – di una battuta sessista, rivolta nei suoi confronti. “Mi ha lasciata interdetta a dir poco”, ha spiegato la donna, 58 anni, avvocata. Proprio mentre ritirava la più alta benemerenza del Comune di Milano, l’Ambrogino d’Oro, consegnato domenica mattina al Teatro Dal Verme.
È lì che D’Amico, al termine delle premiazioni, decide di avvicinare il direttore di Tg La7 e il maratoneta Iliass Aouani, bronzo mondiale a Tokyo 2025 che era stato candidato all’Ambrogino proprio dalla consigliera. Anche lei, del resto, è una maratoneta: ha corso nel 2019 a New York e nel 2021 a Berlino. Così le viene spontaneo chiedere una foto a entrambi, con un invito scherzoso: “Stavamo facendo le foto con Iliass, lì vicino c’era anche Mentana anche lui premiato – ha scritto in un post su Facebook – Gli ho detto: ‘Facciamoci una foto insieme: lui maratoneta mondiale, lei fa le maratone televisive e anche io faccio le maratone”.
A questo punto, spiega D’Amico, sarebbe successo quel che non si sarebbe mai aspettata: “Risposta di Mentana: maratone del sesso”, scrive sempre sui social. “Sono rimasta senza parole e non ho neanche avuto la prontezza di rispondere e rimetterlo al suo posto. Penso che molti uomini, soprattutto âgé, non abbiano ancora capito che certe frasi non sono né goliardiche né simpatiche e incarnano perfettamente certi stereotipi fortemente sessisti”. E aggiunge: “Era lì con me Roberta Osculati (vicepresidente del Consiglio comunale, ndr). Siamo rimaste freezate (bloccate, ndr) da questa frase. Ci siamo guardate agghiacciate”.
A D’Amico ha espresso solidarietà Michele Albiani, anche lui consigliere comunale e responsabile Diritti del Pd metropolitano: “La frase che le è stata rivolta da Mentana non è una battuta infelice né una goliardata: è un’espressione sessista, fuori luogo e umiliante, che non dovrebbe trovare spazio in nessun contesto, tantomeno istituzionale. Colpisce che episodi di questo tipo avvengano ancora oggi, in occasioni pubbliche, davanti ad altre persone, e vengano pronunciati con leggerezza, come se fossero normali. Non lo sono. Sono il prodotto di una cultura che continua a minimizzare, giustificare o derubricare parole che in realtà riflettono stereotipi profondamente radicati”. Quindi ha ringraziato D’Amico per averlo raccontato: “Dare un nome alle cose è il primo passo per cambiarle. Il rispetto non è un’opzione e non può dipendere dall’età, dal ruolo o dal contesto. Milano deve continuare a essere una città che non tollera ambiguità o omertà su questi temi. Il lavoro culturale da fare è ancora molto, e riguarda tutti”.
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