Lazio

il Pd riscrive la politica della casa

Una presa di coscienza netta, quasi brutale. «Anche la sinistra per troppo tempo non ha frequentato il tema della casa». Elly Schlein non usa giri di parole nel presentare la nuova piattaforma democratica sull’abitare, un documento politico che nasce da un’autocritica profonda e prova a ribaltare vent’anni di politiche affidate quasi esclusivamente al mercato privato.

La piattaforma, curata da Pierfrancesco Majorino e Massimiliano Valeriani, segna un cambio di paradigma: la casa torna a essere una responsabilità pubblica, non un problema individuale. E Roma, con la linea tracciata dal sindaco Roberto Gualtieri, diventa il laboratorio politico di questa inversione di rotta.

Gualtieri: “Così è morta la Seconda Repubblica dell’abitare”

Dal palco della presentazione, il sindaco di Roma affonda il colpo contro le scelte del passato.

Secondo Gualtieri, l’ossessione per la casa di proprietà — incentivata per decenni — ha prodotto un effetto devastante: ha desertificato il mercato degli affitti, rendendo impossibile la mobilità lavorativa e schiacciando soprattutto giovani e famiglie fragili.

Roma, rivendica il primo cittadino, ha scelto la controtendenza: mentre altri enti dismettono patrimonio pubblico, il Campidoglio ha investito oltre 250 milioni di euro per acquistare 1.040 appartamenti ex Enasarco e avviare la rigenerazione di altri 500 alloggi.

«È tantissimosottolinea Gualtieri se confrontato con le politiche praticamente inesistenti del Governo nazionale», è la stoccata finale.

I 14 punti del piano dem: la casa come diritto

Il cuore della piattaforma Pd è una proposta strutturata, che punta a cambiare l’architettura normativa e finanziaria del settore:

  • Diritto all’abitare in Costituzione, come principio fondamentale.

  • Ministero della Casa, per superare la frammentazione delle competenze.

  • Fondo nazionale da 4 miliardi di euro per emergenza abitativa ed edilizia pubblica.

  • Legge quadro sull’edilizia residenziale e la rigenerazione urbana.

  • Ripristino dei fondi per affitti e morosità incolpevole, azzerati negli ultimi anni.

  • Agenzia pubblica per la casa, capace di fare da garante tra Stato, inquilini e piccoli proprietari.

  • Affitti brevi, con una regolamentazione nazionale che restituisca ai sindaci il potere di intervenire nelle zone sature, limitando piattaforme come Airbnb.

Studenti, disabilità e lavoro: la casa come welfare

Il documento allarga lo sguardo anche a nodi sociali specifici:

  • Alloggi pubblici per studenti, per arginare l’emergenza affitti nelle città universitarie.

  • Tutela delle famiglie delle vittime sul lavoro, con l’intervento diretto dello Stato nel pagamento di mutui o affitti.

  • Disabilità, con il rilancio della legge sul “Dopo di Noi” e l’abbattimento sistematico delle barriere architettoniche.

  • Beni confiscati alle mafie, da destinare in modo strutturale all’edilizia sociale.

Una piattaforma che ambisce a diventare terreno di scontro politico nazionale e che punta a una parola chiave tornata centrale nel lessico della sinistra: abitare. Non come merce, ma come diritto.

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