“Il passo indietro del governo offre stabilità”

Dopo giorni di incertezza, arriva una svolta sul fronte degli incentivi alle imprese. Il Governo ha fatto un passo indietro sul taglio al credito d’imposta della Transizione 5.0, ripristinando la misura e rafforzando le risorse disponibili. Una decisione accolta con favore anche sul territorio di Rimini, a partire da Confartigianato, per voce del suo presidente Davide Cupioli.
“Dopo le preoccupazioni e le sollecitazioni espresse anche a livello territoriale nei giorni scorsi in merito al decreto fiscale che prevedeva il taglio del 65% del credito d’imposta spettante ai cosiddetti ‘esodati’ della Transizione 5.0, accogliamo con soddisfazione il passo indietro del Governo che, con un intervento tempestivo, ha restituito certezze alle imprese sull’utilizzo delle risorse per gli investimenti del piano Transizione 5.0. La rassicurazione sul ripristino della misura, accompagnata dall’incremento degli incentivi a 1,5 miliardi, rappresenta un segnale concreto e positivo per il nostro sistema produttivo locale, che aveva bisogno di stabilità e chiarezza per programmare gli investimenti”.
Cupioli prosegue: “Riteniamo inoltre importante l’impegno assunto per la riprogrammazione delle risorse necessarie a sostenere gli impegni già presi, così come valutiamo positivamente l’annuncio della imminente emanazione del decreto per una rapida partenza dell’iper ammortamento. Si tratta di misure che, anche sul territorio riminese, in una fase economica e geopolitica complessa, possono garantire alle nostre imprese di continuare a investire con fiducia, consolidando i propri percorsi di crescita e innovazione e contribuendo alla tenuta del tessuto economico locale. Un’attenta pianificazione è il risultato di un’analisi accurata della propria situazione e degli investimenti da affrontare e su questa base si costruisce una strategia coerente. Il ripristino delle misure rappresenta quindi un elemento positivo perché offre certezze e garantisce condizioni più stabili su cui fare affidamento”.
“In un contesto come quello attuale, infatti, se la crisi energetica dovesse protrarsi, il costo dell’energia continuerebbe a rappresentare una delle voci più rilevanti, incidendo mensilmente sulla liquidità aziendale attraverso le bollette. Se un’impresa sostiene, ad esempio, 1.000 euro al mese, a fine anno si tratta di 10.000 euro che incidono in modo significativo sulla liquidità. Per questo motivo, il ripristino di risorse dedicate è un segnale importante. Iper ammortamento e credito d’imposta sono strumenti validi, ma con modalità differenti: il credito d’imposta agisce sulla liquidità nel brevissimo periodo, mentre l’iper ammortamento, pur essendo un’agevolazione più consistente, ha un impatto a lungo termine (dieci anni nello specifico). La scelta tra i due dipende dalle esigenze specifiche e dalla situazione delle singole imprese”.
“Il punto centrale resta la stabilità: se un’azienda pianifica nel medio-lungo periodo, è fondamentale che il contesto non cambi radicalmente nel giro di pochi mesi, altrimenti ogni pianificazione rischia di perdere efficacia” conclude.
Source link




