Sardegna

Il Parco di Tepilora protagonista in Sila al 7° Meeting delle Riserve della Biosfera d’Italia

BITTI – Si è concluso con un bilancio estremamente positivo il 7° Meeting delle Riserve della Biosfera d’Italia, la tre giorni ospitata nel Parco nazionale della Sila in Calabria. Tra le 21 realtà MaB Unesco nazionali era presente anche la Riserva di Tepilora, Rio Posada e Montalbo, unica eccellenza riconosciuta in Sardegna. La delegazione isolana è stata guidata dal presidente del Parco, Gianni Pilosu, dal direttore Alessandro Caria e da Martina Orunesu della Consulta dei Giovani, affiancati dai funzionari dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente.

I Lavori e la Nuova Governance – Cambiamento climatico, ridefinizione degli organi di gestione della rete nazionale e coinvolgimento del mondo scolastico sono stati i temi centrali che hanno animato convegni, gruppi di lavoro e visite sul campo. Proprio dalla Consulta giovanile è arrivato il via libera al primo regolamento organizzativo, punto di partenza che il Coordinamento nazionale intende valorizzare per il rinnovo dello statuto. In questo clima di rinnovamento, Liborio Bloise, commissario straordinario del Parco della Sila, è stato eletto all’unanimità nuovo Coordinatore nazionale delle Riserve MaB Unesco, succedendo al senatore Giampiero Giovannelli.

LA VOCE DEI PROTAGONISTI – Soddisfazione ed entusiasmo sono stati espressi dai vertici dell’ente di gestione sardo al termine dei lavori.

«Un’esperienza estremamente stimolante – ha sottolineato il presidente Gianni Pilosu –. L’incontro ha offerto un’opportunità unica di confronto sul ruolo strategico delle Riserve. Abbiamo condiviso idee progettuali calibrate sulle diversità dei territori, mettendo al centro sinergia e collaborazione. È emerso con chiarezza come la tutela ambientale debba procedere di pari passo con lo sviluppo economico sostenibile».

Sulla stessa linea il direttore Alessandro Caria: «Il riconoscimento Unesco non è solo un prestigioso traguardo, ma uno strumento operativo per costruire progettualità condivise e generare ricadute concrete sul territorio. Confronti come questo permettono di tradurre le buone pratiche in azioni a beneficio del patrimonio ambientale, culturale e sociale».

Dalla Consulta dei Giovani, Martina Orunesu ha ribadito il ruolo attivo delle nuove generazioni: «In linea con le direttive Unesco vogliamo passare dal lavorare per i giovani al lavorare con i giovani. Siamo pronti a essere co-protagonisti del cambiamento per la salvaguardia del nostro territorio».


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