Emilia Romagna

il palazzo di via Piave


“Quando sono arrivato era già lì, il ragazzino era sospeso nel vuoto, aggrappato solo con un braccio e un piede al cornicione del lucernario, da cui poi è caduto”. È una testimonianza drammatica quella di uno dei condomini che ha assistito agli ultimi istanti di vita di Louis Pisha, il ragazzino di 12 anni precipitato dall’attico del palazzo di otto piani di via Piave, 6. L’uomo ha tentato di intervenire insieme a una vicina che, dopo aver sentito le urla, ha subito ha portato una scale, ma non è riuscito a raggiungerlo in tempo. “Ho provato ad aprire la porta per arrivare sul terrazzo, ma era chiusa. Ho cercato di passare dalla finestra che i ragazzi avevano forzato, ma era tardi. Quando abbiamo portato una scala… ormai non c’era più niente da fare”, racconta con la voce di chi quella scena se la vede davanti agli occhi continuamente. 

Registrati alla sezione Dossier BolognaToday

Il tentativo di salvataggio andato male 

Pochi secondi, decisivi, poi Louis “ha mollato la presa davanti a noi ed è caduto. Una scena terrificante”. Con il 12enne sul terrazzo c’erano altri quattro amici, tutti coetanei, che come lui giocavano a calcio nel vicino parco del Velodromo. Nessuno di loro, però, è stato in grado di aiutare l’amico. 

Anche il condomino racconta di aver fatto tutto il possibile. “Se anche fossi arrivato in termpo – continua a ripetere – sarei dovuto sdraiare per afferrarlo, ma era troppo lontano. E poi era pesante, completamente sospeso”. Accanto a lui altri residenti, una scala recuperata in fretta, il caos. Ma nessuno è riuscito a intervenire. “Siamo rimasti tutti scioccati. Non riuscivamo a fare nulla mentre un bambino precipitava davanti ai nostri occhi”.

La dinamica: selfie sul tetto e la caduta dal lucernario

Secondo quanto ricostruito, il gruppo di ragazzi – tutti giovanissimi – era salito sull’attico dopo aver forzato una finestra laterale del condominio. Nessuno abita nel palazzo, ma forse hanno amici che vivono lì e hanno mostrato loro come andare fino all’attico e accedere al tetto. Probabilmente non era la prima volta: i residenti avevano notato del movimento nel giardino condominiale e lungo le scale. Alcune volte avevano trovato delle birre sul terrazzo condominiale, ma avevano pensato che fossero le tracce di qualche cena di altri condomini. Questa volta, però, il gruppetto di 12enni si è spinto oltre.  “Sono entrati da una finestra, che era tenuta aperta da una gruccia per abiti, poi sono saliti sul tetto. Hanno spostato delle sedie e si sono arrampicati fino al lucernario”, racconta il testimone. È proprio lì che sarebbe avvenuto l’incidente. “Probabilmente stavano facendo dei selfie. Si è messo in posa, si è appoggiato al plexiglass e ha sfondato il vetro”. Dopo la rottura, il ragazzo è rimasto per qualche istante appeso nel vuoto, prima di perdere le forze.

“Non era un gioco”: il tema del rischio tra giovanissimi

I condomini parlano di un gruppo già visto nei giorni precedenti nei dintorni del palazzo. “Li vedevamo spesso, erano ragazzini, compagni di scuola e di calcio. Ma non avevano il senso del pericolo”. Un elemento che emerge con forza dalle testimonianze. “Quello non è un gioco. Arrampicarsi su una torretta sopra un attico è sfidare la sorte”.

Una tragedia che segna il condominio

Il dramma ha scosso profondamente i residenti. “Abbiamo sentito le urla, poi sono arrivati i soccorsi. È una cosa che ti resta dentro”. Molti sono rimasti fuori casa per ore, mentre la polizia effettuava i rilievi. “Sarà per tutti una Pasqua terribile. Non puoi dimenticare una scena così”.

Restano lo choc, ma anche la rabbia e le domande. “Non siamo riusciti ad aiutarlo. E questo è quello che pesa di più”. E poi il pensiero va agli amici presenti e alla famiglia. “Sono tutti ragazzini. Vedere un amico morire così è qualcosa che ti segna per sempre”.

Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »