Il Palarossini nel caos, fuggi fuggi di società: «Così è una vergogna»
ANCONA Parla di «malagestione» Francesco D’Astore, dirigente della Stamura Basket. All’indomani della partita persa a tavolino per il malfunzionamento dei tabelloni luminosi al PalaRossini, D’Astore ha accompagnato il Corriere Adriatico in quello che soprannomina «il tour degli orrori».
Il contesto
Dai secchi d’acqua posti strategicamente nei corridoi per fermare le infiltrazioni alle protezioni anti-urto assenti sui muri delle palestre.
E non solo: «Abbiamo trovato escrementi di topi, il riscaldamento non funziona e abbiamo dovuto rinviare all’ultimo delle partite perché non potevamo giocarle con i 3 gradi che c’erano in campo». Per non parlare delle docce fredde, visto che manca l’acqua calda. D’Astore punta il dito verso il Consorzio Ancona per lo Sport, l’entità che da oltre 30 anni ha in concessione dal Comune di Ancona la gestione del palazzetto multifunzionale di Passo Varano. Un consorzio che non paga alcun canone a Palazzo del Popolo, ma in cambio dovrebbe occuparsi della manutenzione ordinaria e del pagamento delle utenze (anche se ci sono pendenze monstre con i fornitori), potendo percepire i proventi degli affitti delle società sportive e degli eventi (concerti, concorsi, etc.) organizzati nel palas.
Da gennaio 2026, l’amministratore unico del Consorzio è Roberto Gabbucci, subentrato a Marco Guidi che ma in realtà gravita da decenni nella compagine. Che, ad oggi, vede la partecipazione di due soli soci: l’associazione sportiva Pro Patria e l’Aurora Volley. «Dovevano mandarli via anni fa, questo consorzio è un muro di gomma» si sfoga D’Astore, prendendosela anche con la politica. Ma quella partita persa a tavolino «è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Il dirigente della Stamura attacca: «Dovevamo giocare qui, domani (oggi, ndr) il derby contro la Vuelle Pesaro ma ci vergogniamo a far arrivare qui una società di serie A». Per questo l’incontro è stato rimandato a domenica e si disputerà al Palascherma. Questo in attesa di giugno, quando sarà pronto il loro nuovo centro sportivo alla Baraccola, Casa Stamura. «L’obiettivo è andarcene il prima possibile. E da qui a giugno non pagheremo il canone. Vogliamo essere risarciti di tutto quello che abbiamo subito» prosegue il dirigente. Guai anche per l’Accademia Dorica di Taekwondo, che alcuni giorni fa ha trovato la sua palestra completamente allagata. Secondo il Comune (che tra il 2014 e il 2024 ha speso circa 600mila euro in manutenzioni straordinarie), a causa dei rubinetti di un bagno al piano di sopra rimasti aperti una notte intera. Il parquet della sala si è rigonfiato e ora i ragazzi sono costretti ad allenarsi nel campo da basket.
L’affondo
«I bagni sono sporchi – aggiunge il dirigente – e oggi c’è un solo custode, quando una struttura così grande ne necessiterebbe almeno 2». Anche le arti marziali sono pronte al trasloco? «Se ci fosse una alternativa, ce ne andremmo molto volentieri» dice Moreno Buontempi, il direttore tecnico. Ma per ora non c’è. Un peccato, visto che «non solo Tamberi ha diritto di entrare in una grande struttura. E prima di festeggiare, bisogna dare modo alle società di lavorare tutte allo stesso livello». Più cauto Maurizio Urbinati dell’Associazione Ginnastica Giovanile Ancona. Testimonia: «Noi abbiamo avuto problemi di riscaldamento ma si sono risolti. Però bacinelle e muffa li vediamo, anche se la responsabilità va equamente distribuita tra Comune e gestore».




