Il New York Times rivela: l’attacco Usa all’Iran sarà più esteso di quello di giugno
L’attacco americano in corso contro l’Iran sarà molto più esteso di quello dello scorso giugno contro gli impianti nucleari. Lo ha riferito il New York Times, citando fonti del Pentagono. Un funzionario americano ha riferito all’emittente ad Al Jazeera che i raid in corso contro l’Iran vengono condotti nell’ambito di un’operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti pianificata da mesi. Nelle ultime settimane, Washington ha dislocato una vasta flotta aerea di caccia bombardieri, due portaerei e una ventina di navi da guerra fra Mediterraneo orientale e Golfo Persico. Secondo gli esperti di strategie militari l’attacco preventivo americano israeliano sarebbe scattato per distruggere il più alto numero possibile di impianti di lancio missilistici e apparati radar iraniani in modo da limitare al massimo la rappresaglia del regime. Condizione resasi necessaria per risparmiare dei sistemi antimissile statunitensi Terminal High-Altitude Area Defense in grado di intercettare e distruggere i missili balistici iraniani.
Sistemi d’intercettazione utilizzati in maniera talmente massiccia durante la cosiddetta guerra dei 12 giorni del giugno scorso da sguarnire la «profondità di magazzino», come si dice nel gergo militare per indicare la disponibilità delle scorte. L’intento ultimo dell’attacco appena iniziato è quello di rovesciare il regime teocratico degli ayatollah che in quasi 40anni ha riportato al medio evo l’Iran e massacrato letteralmente il popolo. I raid militari potrebbero determinare un’ulteriore sollevazione popolare e costringere alla capitolazione gli irriducibili del regime, favorendo la mediazione dei cosiddetti moderati e delle forze armate regolari mai completamente asservite agli ayatollah.
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