Il mondo della musica piange Mauro Darpin
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Con il suo sax ha fatto vibrare i palcoscenici del Nordest. La tragica notizia della morte di Mauro Darpin ha scosso la scena jazzistica di Veneto e Friuli. Il sassofonista 60enne, morto domenica a Enemonzo precipitando durante un’escursione in montagna, era conosciuto non solo per la sua tecnica impeccabile, ma anche per la capacità di trasmettere passione in ogni suo progetto.
Residente a Portogruaro ma di radici carniche, Darpin aveva studiato jazz al Conservatorio Tartini di Trieste con il pianista e compositore Glauco Venier, approfondendo poi la specializzazione a Castelfranco Veneto con il sassofonista Pietro Tonolo. Dipendente Inps e appassionato di swing e jazz, aveva formato generazioni di giovani sassofonisti al Teatro di Colugna con la Fondazione Bon.
Fondatore e arrangiatore dell’Abbey Town Jazz Orchestra dal 1998, Darpin aveva collaborato con artisti di fama nazionale e internazionale come Renzo Arbore, Greg, I Tre Allegri Ragazzi Morti, Maceo Parker e Tony Hadley – l’ex frontman degli Spandau Ballet -. Due i dischi jazz prodotti a nome suo. Il primo – in quartetto – intitolato Bricolage, il secondo – suonato in trio – intitolato Geography. Il terzo album, Clear View, registrato lo scorso anno in quartetto, sarebbe dovuto uscire all’inizio del 2026. Il disco è stato realizzato suonando con Luca Colussi alla batteria, Alessandro Turchet al contrabbasso e Gianpaolo Rinaldi al pianoforte, ora potrebbe uscire postumo proprio grazie ai suoi colleghi. Come ricorda Turchet: «Era il jazzista dei nostri palchi, un nome del sax in regione, una persona instancabile e molto generosa».
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