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Il Molise e la sanità da difendere: il Consiglio regionale fa fronte comune contro i tagli | isNews

Tre mozioni approvate all’unanimità per lanciare un messaggio forte e chiaro: i servizi essenziali non si toccano. Sotto la lente il nuovo Programma Operativo adottato dai commissari. Focus su Emodinamica, Punti Nascita e ospedale Caracciolo


di Deborah Di Vincenzo

CAMPOBASSO. Tre mozioni, approvate all’unanimità per lanciare un messaggio forte e chiaro: i servizi essenziali non si toccano. Il Consiglio regionale del Molise si è così compattato in difesa della sanità pubblica.

Questa mattina, al centro del confronto il Programma Operativo adottato dalla Struttura commissariale, atto necessario per sbloccare circa 90 milioni di euro destinati al ripianamento del deficit sanitario regionale. La mozione, illustrata dalla consigliera Micaela Fanelli e sottoscritta trasversalmente da esponenti di maggioranza e opposizione, (Roberti, Cofelice, D’Egidio, Niro, Pallante, Iorio, Greco, Di Lucente, Salvatore, Romano, Primiani, Sabusco, Micone, Sabusco, Gravina, Facciolla, Passarelli, Di Baggio, Di Pardo) evidenzia le forti criticità contenute nel Piano, in particolare per la rete dell’emergenza-urgenza e per la medicina territoriale. Le ipotesi di cessazione di un laboratorio di emodinamica tra Isernia e Termoli, la chiusura di uno dei due punti nascita sotto soglia e il declassamento dell’ospedale di Agnone sono considerate scelte che rischiano di indebolire ulteriormente un territorio già segnato da fragilità demografiche e infrastrutturali. Analoga preoccupazione riguarda la riorganizzazione della continuità assistenziale, con la razionalizzazione delle ex guardie mediche nelle Case di comunità.

Nel documento approvato si ribadisce che il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, non può essere subordinato esclusivamente a parametri numerici o a logiche contabili, senza tener conto delle peculiarità orografiche e della bassa densità abitativa del Molise. Con il voto unanime, il Consiglio impegna il presidente della Regione, Francesco Roberti, ad attivarsi nei confronti della Struttura commissariale e dei ministeri competenti per evitare tagli ai servizi salvavita e assicurare il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio, chiedendo al contempo la massima trasparenza sui confronti istituzionali.

Sempre all’unanimità è stata approvata un’ulteriore mozione dedicata al reclutamento del personale medico. L’Assemblea ha evidenziato come il ricorso a contratti a tempo determinato e a forme di lavoro atipiche, oltre a incidere sui costi, scoraggi i professionisti e renda più difficile coprire le sedi periferiche. Il Consiglio chiede bandi più chiari, con l’indicazione preventiva della sede e della specializzazione richiesta, e punta a favorire contratti stabili per garantire continuità assistenziale e maggiore attrattività delle strutture regionali, sollecitando un confronto anche con l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise.

Approvata all’unanimità anche la mozione per il rilancio dell’ospedale Caracciolo di Agnone. Il provvedimento presentato da Greco, Primiani, Salvatore, Gravina, Fanelli, Romano e Facciolla, impegna la Regione a confermare il presidio come struttura di area particolarmente disagiata nel Programma Operativo, a potenziarne reparti e ambulatori e a rafforzare radiodiagnostica, dialisi e Centro di reumatologia, oltre a garantire una copertura h24 dell’emergenza-urgenza con medico a bordo del 118.

Nel corso del suo intervento in Aula il presidente Roberti ha criticato il metodo con cui il Piano è stato trasmesso ai Ministeri, lamentando l’assenza di concertazione. Netta la sua posizione sulle emodinamiche e sui punti nascita: servizi salvavita che, per la loro distribuzione sul territorio, non possono essere ridotti.

Il governatore ha ribadito la necessità di una riorganizzazione sanitaria organica che coinvolga medicina territoriale, rete dell’emergenza e guardie mediche, evitando interventi frammentari. Quanto all’ospedale di Agnone, ha sottolineato la centralità del presidio, previsto tra quelli di area disagiata, evidenziando l’urgenza di rafforzarne il pronto soccorso.

Chiaro dunque il messaggio lanciato questa mattina dall’Aula: maggioranza e opposizione, pur nelle rispettive differenze, fanno fronte comune per difendere la sanità molisana, chiedendo correttivi al Piano e rivendicando scelte che tengano conto delle specificità del territorio e dei bisogni reali delle comunità.


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