Marche

«Il mio Museo del Mare»


ANCONA Tre volte premio Oscar, scenografo e costumista di fama internazionale. C’è anche Dante Ferretti tra i grandi nomi che hanno accompagnato Ancona verso il titolo di Capitale della Cultura. Originario del Maceratese, 83 anni, Ferretti è una delle firme più autorevoli del cinema mondiale. Nel corso di una carriera lunga e visionaria ha portato le radici della sua terra sui set internazionali, da Hollywood alle grandi produzioni europee. La sua adesione al dossier anconetano è il ritorno di uno sguardo che ha sempre trasformato lo spazio in racconto, e che oggi torna a posarsi su Ancona con la stessa capacità di leggere i luoghi. Museo della Civiltà del Mare Adriatico: sarà la sua impronta nella nuova storia scritta da Ancona. «Questa vittoria è per me una grande gioia – confessa – Sarò testimonial della sua bellezza, trasformando il patrimonio adriatico in narrazione cinematografica universale». 

I ricordi

La mente vola ai ricordi di ragazzino. «Avevo 18 anni quando, ancora studente di scenografia all’Accademia delle Belle Arti, mossi i primi passi sul set collaborando alle riprese dei film Il prigioniero dell’isola del diavolo e Gli avventurieri dell’oceano, girati proprio ad Ancona. Una città bellissima: andammo al porto, al Guasco. E poi al Passetto». Luoghi che orano tornano dentro una traiettoria che oggi si fa Capitale della Cultura. Il Museo del Mare, di cui sarà direttore artistico, prenderà forma alla Mole come luogo dedicato al rapporto tra Ancona e il mare, restituito attraverso materiali, memorie e linguaggi contemporanei. Prima come grande mostra internazionale, tra il 2026 e il 2027, su Ferretti e la sua passione per il mare.

I riferimenti

Un percorso costruito in dialogo con Federico Fellini di cui il Maestro Dante fu amico sincero e fedele, oltre a inestimabile collaboratore sul set a partire dal 1969; e Valeriano Trubbiani, compagno d’accademia e scultore maceratese tra i più riconosciuti del Novecento. Nel 2028 nascerà il museo, polo innovativo che unisce ricerca, archivio e tecnologie immersive, oggetti della civiltà marittima in raccordo con la ricca collezione dell’Istituto Nautico Volterra Elia. Un museo che racconta identità, memoria e futuro. «Pensato – continua Ferretti – per ricomporre Ancona, pezzo dopo pezzo, nel suo legame con il mare. Che altro dire se non che credo si bagnerà, perché il mare è movimento».




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