Umbria

Il ministro alla Sanità sbotta con le Regioni: «Mancano visite ma mai in intramoenia»


Il tema delle liste d’attesa torna al centro dell’attenzione in Umbria, in un contesto nazionale segnato dalla rigida posizione del ministro della Salute Orazio Schillaci. Secondo i dati aggiornati al 3 novembre 2025, in regione le prestazioni inserite nei percorsi di tutela globale sono scese a 68.065, rispetto alle 87.557 rilevate a giugno dello stesso anno. La riduzione di circa 19.500 prestazioni in cinque mesi segna un miglioramento significativo, ma resta sotto la lente ministeriale, anche alla luce degli ultimi richiami sulla trasparenza dei dati.

Il comunicato ufficiale della Regione Umbria conferma che le prestazioni urgenti di classe “U” non registrano attese, mentre quelle di classe “B”, da garantire entro dieci giorni, risultano essere solo 242, pari allo 0,74 per cento del totale. Gli interventi chirurgici, con particolare attenzione agli oncologici, sono gestiti secondo il piano di recupero, rispettando i limiti massimi di trenta giorni e registrando un miglioramento rispetto al 2024. A supporto del monitoraggio, la Regione ha rafforzato la gestione informatizzata delle liste d’attesa tramite PuntoZero, società in house incaricata di potenziare gli strumenti digitali per una gestione più trasparente e tempestiva.

Sullo sfondo di questi dati, il ministro Schillaci ha lanciato un duro monito alle regioni durante la presentazione del bilancio dei Nas e nel question time alla Camera. «Le Regioni devono impegnarsi. I direttori generali e sanitari devono essere più attenti. Devono cessare immediatamente quelle pratiche che consistono nel manipolare i dati per apparire in ordine quando in ordine non si è», ha affermato il ministro, sottolineando come non si tratti di un problema tecnico ma di onestà. Schillaci ha richiamato in particolare il fenomeno della libera professione in ospedale, la cosiddetta intramoenia, che non dovrebbe mai superare l’attività istituzionale: «Se un cittadino viene mandato via perché le liste d’attesa sono chiuse, ma se paga magicamente ci sono medici, sale e apparecchiature disponibili, questo non è scorretto. È disumano».

In Umbria, il rispetto di questi principi sembra confermato dai dati regionali: le liste di attesa critiche sono poche e in diminuzione, mentre il sistema di informatizzazione e i percorsi di tutela assicurano una maggiore tempestività delle prestazioni. Resta però aperta la sfida della trasparenza completa: il ministro ha sollecitato tutte le regioni a rendere operativa la piattaforma nazionale gestita da Agenas, che consentirà di visualizzare in tempo reale le attese per singolo ospedale. Anche la governance di PuntoZero in Umbria punta a rendere più chiari i numeri per i cittadini, evitando «balletti di cifre e accuse incrociate», come sottolineato dalle autorità regionali.

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