il maxi restauro da 6,9 milioni e i problemi strutturali già segnalati
La Torre dei Conti, il monumento medievale crollato durante i lavori di restauro nel cuore di Roma, era da mesi al centro di un importante progetto di riqualificazione finanziato con i fondi del Pnrr.
Un intervento da 6,9 milioni di euro, inserito nel programma “Caput Mundi”, che mirava non solo al consolidamento strutturale della torre ma anche alla sua rifunzionalizzazione come spazio museale e culturale.
Da anni la torre di Largo Corrado Ricci versava in condizioni critiche. Dal 2006, dopo il trasferimento degli uffici pubblici che ospitava, l’edificio era rimasto inutilizzato e privo di manutenzione.
La scheda tecnica del progetto, redatta dal Campidoglio, descriveva un quadro preoccupante: “Il paramento murario esterno presenta estesi fenomeni di decoesione degli elementi costruttivi”, si legge nel documento.
Una situazione aggravata dalla presenza di vegetazione spontanea, che con le radici aveva contribuito a indebolire la muratura, favorendo distacchi e crepe.
Ma non solo. Nella relazione tecnica veniva rilevato anche uno “stato di generale fatiscenza” dell’edificio, con controsoffitti crollati, infissi deteriorati e ambienti danneggiati da infiltrazioni d’acqua.
Particolarmente compromesso l’angolo nord-occidentale, dove per anni la guaina di protezione della terrazza, ormai distaccata, aveva causato ristagni e infiltrazioni.
La copertura era stata sostituita nel 2019, ma i danni strutturali a solai e pareti non erano mai stati risanati.
Il progetto Pnrr prevedeva anche un nuovo allestimento museale interno, un centro servizi, una sala conferenze e un percorso di visita collegato al Centro Archeologico Monumentale (CARME), fino ai sotterranei della torre.
I piani superiori avrebbero ospitato una caffetteria panoramica, mentre ai livelli inferiori erano previste sale studio e una mediateca.
Per consentire la nuova destinazione d’uso, era stato programmato l’abbattimento di cinque solai moderni e l’ampliamento delle scale e degli ascensori.
L’obiettivo, secondo il Campidoglio, era restituire alla città “un luogo simbolico pienamente accessibile e fruibile”.
La Torre de’ Conti, costruita attorno al 1203 da Papa Innocenzo III come residenza fortificata della nobile famiglia, è tra le più imponenti torri medievali romane, seconda solo alla Torre delle Milizie.
Ma anche la sua storia è segnata dai crolli: nel XVII secolo una serie di cedimenti ridusse drasticamente l’altezza originaria, trasformando per un periodo l’edificio in un granaio.
Oggi, a distanza di otto secoli, la sua sorte torna a incrociare la fragilità di una città che prova a ricostruire il proprio passato senza farlo crollare di nuovo.
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