Trentino Alto Adige/Suedtirol

«Il lupo è cattivo solo nelle favole»: lettera aperta di 13 associazioni – Cronaca



BOLZANO. “Il lupo è cattivo solo nelle favole”: lo ricordano tredici associazioni animaliste che hanno inviato una lettera aperta agli organi di stampa mentre il declassamento del lupo è in discussione al parlamento italiano. Il documento segnala che “nel giugno del 2025, il lupo è stato ‘declassato’ con atto europeo di modifica della direttiva Ue Habitat”, passando “da animale rigorosamente protetto a specie potenzialmente cacciabile”.

La decisione è stata adottata dall’Ue, ma gli Stati membri possono scegliere se mantenere livelli più elevati di tutela. Le associazioni ricordano che la protezione ha richiesto decenni e che “è stato necessario mezzo secolo di tutela continuativa perché il lupo italiano sfuggisse al rischio d’estinzione”. Il documento denuncia inoltre che “negli ultimi due anni il lupo è stato oggetto di attacchi mediatici basati su atteggiamenti antiscientifici, allarmismi e strumentalizzazioni di singoli episodi di cronaca”. Secondo i firmatari, anche “i media tradizionali in Italia stanno raccontando la realtà del lupo confusa con la favola”.

La lettera richiama il ruolo storico della tutela, ricordando iniziative avviate nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e legate alla figura di San Francesco d’Assisi, di cui ricoprre l’ottavo centenario della morte e la cui figura è legata anche alla tradizione del ‘Frate lupo’. Viene inoltre citata la rivista Science, che ha pubblicato una lettera in cui si afferma che il declassamento “non abbia alcun fondamento scientifico”.

Due ricorsi alla Corte di giustizia dell’Ue chiedono l’annullamento della decisione e, secondo i firmatari, “potrebbero ribaltare la decisione dell’Ue e ristabilire la protezione rigorosa”. Il documento riporta dati sulla mortalità, indicando che “in Italia nel periodo 2019-2023 sono stati rinvenuti 1.639 lupi morti con una media annuale pari a 327,8 animali con un trend in crescita”. Questo fenomeno viene indicato come un fattore rilevante per la conservazione della specie. Le associazioni evidenziano inoltre che “statisticamente le predazioni del lupo sulla popolazione ovo-caprina europea rappresentano soltanto lo 0,07% delle cause di mortalità”. I sistemi di prevenzione sono disponibili e finanziati, ma risultano poco utilizzati. Secondo la lettera, “il lupo è un bioregolatore naturale del suo habitat” e la crescita della popolazione non è illimitata. Nelle Alpi occidentali, si legge, “si registra un modestissimo tasso di crescita di 1,04”. Le associazioni chiedono infine maggiore attenzione all’accuratezza delle informazioni e ricordano che “il declassamento non si traduce in licenza di uccidere”, invitando i media a rappresentare dati e conoscenze scientifiche in modo corretto.




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