Toscana

il libro di Simone Rusci e Marco Voltini

Grosseto. La Maremma è davvero quella terra epica, simboleggiata da butteri e oasi di pace e natura, che si racconta? Prova a dare risposte a questo interrogativo, sovvertendo anche alcune delle più radicate credenze, il volume, da pochi giorni in libreria, “Una campagna radicale. Grosseto e la Maremma laboratori del Novecento”, scritto a quattro mani da Simone Rusci e Marco Voltini, edito da Donzelli editore con un reportage fotografico di Michele Nastasi.

Il libro

Un libro che nasce dagli studi di un gruppo di ricerca che fa capo al Politecnico di Milano e che indaga l’”Italia di mezzo”, ovvero quei contesti che non sono grandi metropoli, ma che vengono, genericamente, definitivi luoghi di provincia.

Un libro di geografia territoriale che si sviluppa attraverso il racconto di un territorio, appunto la provincia di Grosseto, all’interno di una collana editoriale più ampia che si concentra proprio su quella parte di Italia scarsamente narrata o raccontata in modo falsato.

Con una serie di contributi, tra cui le interviste a Don Franco Cencioni, testimone di un’epoca di grande cambiamento per la Maremma, all’artista Moira Ricci, che ha lasciato questa terra per aprirsi ad esperienze a Londra e Milano e poi ha deciso di tornare, al giornalista Massimiliano Frascino, “Una campagna radicale” affronta più temi partendo, però, da un assunto: non tutto ciò che è provincia non è degno di studio ma, al contrario, territori come la Maremma sono stati e possono continuare ad essere laboratori di sviluppo economico, sociale, paesaggistico.

“La Maremma – spiega l’autore Simone Rusci, professore di urbanistica all’Università di Pisa – si differenzia dalla Toscana ‘da cartolina’, quella del Chianti e della Val d’Orcia, quella delle città d’arte come Siena e Firenze. Mitizzata, per certi versi, attraverso narrazioni non sempre aderenti alla realtà, pensiamo alla Maremma dei butteri che, in realtà, è una storia piuttosto recente, questo territorio ha visto mettere in campo, negli anni, numerose politiche e progetti che, analizzati e raccontati adeguatamente, possono rappresentare anche elementi di lavoro per il futuro di questa terra. Con ‘Una campagna radicale’, quindi, tentiamo di tracciare la vera identità maremmana che è, appunto, piuttosto radicale, innovativa, per certi versi straordinaria”.

Nel volume, che si compone di più sezioni – Mappe, Temi, Storie, Sguardi e Voci – si dà una diversa lettura della Maremma e della sua identità profonda, ma recente. Dalla riforma agraria che ha costruito l’attuale paesaggio rurale, alla rapidissima crescita del capoluogo che, da città inserita completamente all’interno delle Mura medievali fino ai primi del Novecento, ha visto passare i suoi abitanti dai 4mila a 80mila in pochi decenni. Grosseto è una città che è cresciuta come poche in Italia grazie anche a importanti esempi di “radicalità”: come l’edilizia residenziale pubblica che, negli anni Settanta, destina 17 ettari nella zona 167 sud e altrettanti nella 167 nord, dando vita ad enormi quartieri che si trovano raramente anche in metropoli ben più grandi.

Un territorio caratterizzato anche da quelle che gli autori definiscono “interruzioni di Maremma”: i centri di Roccamare, Ansedonia e l’Argentario, ad esempio, hanno contribuito a una narrazione falsata perché si tratta di operazioni edilizie che avrebbero potuto essere compiute in qualsiasi luogo, perché non tengono conto delle caratteristiche del territorio in cui sono collocate

“L’attuale Maremma – continua Rusci è dipinta come un’economia statica che ha i tratti, a nostro avviso, della new economy: ovvero un’economia in cui non si cresce molto ma che, tutto sommato, è prospera. Altro elemento importantissimo è il livello di vivibilità di questa zona che si definisce per essere un luogo dove si vive, ancora, in modo autentico; lontano dai centri urbani per manager rampanti e da luoghi solitari per poeti new age, ma senza dubbio dove non ci sono le distorsioni tipiche di altre zone della Toscana”.

Lo studio, le ricerche, le testimonianze raccolte in “Una campagna radicale”, quindi, contribuiscono a mandare un messaggio: “Attenzione a derubricare tutto ciò che avviene nella provincia, come qualcosa di statico e superato, perché in molti contesti di provincia, come quello della Maremma – precisa Rusci –; si innova, si cresce, si portano avanti esperienze ‘radicali’ che se indagate e portate alla luce possono tracciare un filo per l’avvenire”.

Gli autori

Simone Rusci, architetto e dottore di ricerca, è professore associato di tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Pisa e presidente del Parco della Maremma dal 2022. Nel suo lavoro si occupa del rapporto tra dinamiche urbane, economia e mercato, con ricerche sulle influenze della fiscalità in ambito urbanistico e sulla localizzazione della rendita urbana, con particolare riferimento agli effetti spaziali e alle politiche di equità.

Marco Voltini, ricercatore al Dipartimento di architettura e studi urbani del Politecnico di Milano, è docente di landscape design nel corso di laurea in Landscape Architecture – Land Landscape Heritage. La sua ricerca indaga spazi pubblici e aperti nelle aree rurali, paesaggi agricoli contemporanei e relazioni tra paesaggio, architettura e città.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »