Lazio

Il Lazio chiude i Giochi di Milano-Cortina 2026 con un bilancio che profuma di storia

Quattro atleti nati tra Roma e provincia, quattro percorsi diversi, un’unica firma ai Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 che si sono conclusi ieri: quella di una regione che, pur senza montagne iconiche e tradizione glaciale, ha saputo prendersi la scena.

A guidare il gruppo è stata una monumentale Francesca Lollobrigida. L’atleta di Frascati ha dominato il pattinaggio di velocità con una doppietta che pesa tantissimo: oro nei 3000 metri con tanto di record olimpico e oro nei 5000.

Due gare gestite con autorità, esperienza e una condizione atletica semplicemente superiore.

Dopo le medaglie di Pechino, serviva un salto ulteriore per entrare definitivamente nella leggenda: è arrivato sul ghiaccio di Milano-Cortina. Francesca ha partecipato anche alla prova sui 1500 metri, chiudendo al 13° posto, e nell’ultimo giorno dell’Olimpiade è arrivata 4^ alla mass start.

Medaglia al collo anche per Matteo Rizzo, che nel pattinaggio di figura ha vissuto un’Olimpiade dai due volti. Nel singolo maschile ha chiuso al 15° posto, lontano dalle posizioni di vertice, ma nella gara a squadre è stato protagonista del bronzo azzurro.

Un risultato che conferma la solidità del movimento italiano e la sua capacità di fare squadra nei momenti chiave.

Crescita e maturità per Daniele Di Stefano, che nel pattinaggio di velocità ha ottenuto un ottimo settimo nei 1000 metri e un eccellente quinto posto nella prova dei 1500 metri, mentre nella mass start è arrivato 17°.

Per un debuttante olimpico, si tratta di risultati che valgono esperienza e prospettiva: il suo percorso, dunque, è in piena ascesa.

Per Maria Gismondi, alla prima esperienza ai Giochi, è stata soprattutto un’Olimpiade di apprendimento. La giovane fondista ha chiuso 59ª nella 10 km tecnica libera e 48ª nello skiathlon 10+10 km.

Risultati che raccontano il divario con l’élite mondiale, ma anche l’ingresso in un contesto che può accelerarne la crescita nei prossimi anni.

Entusiasta il presidente del CONI LazioAlessandro Cochi, che nel ringraziare gli atleti a nome suo, della Giunta, e dei presidenti regionali delle rispettive Federazioni, Bianca Di Tommasi e Andrea Ruggeri, che è anche vice presidente vicario del CONI Lazio, ha sottolineato:

questi risultati danno lustro alla nostra regione e dimostrano che anche in un territorio dove gli sport invernali non sono tra i più praticati si può arrivare al vertice grazie alla qualità del lavoro delle famiglie, delle società sportive che lavorano per far crescere giovani atleti e gruppi sportivi militari che gli consentono di lavorare in tutta tranquillità. Ora speriamo che il successo complessivo di queste Olimpiadi invernali, sia dal punto dei risultati sportivi che dell’organizzazione, lodata in tutto il mondo, sia da spinta per l’incremento dell’impiantistica e della promozione delle discipline invernali su tutto il territorio italiano”. 

Il presidente ha parlato anche di “orgoglio e identità”, evidenziando come le due medaglie d’oro della Lollobrigida e il bronzo di Rizzo rappresentino un segnale forte per tutto il movimento regionale.

Il bilancio finale dice due ori, un bronzo e piazzamenti di valore. Ma soprattutto dice che il Lazio, quando si parla di ghiaccio e neve, non è più una comparsa. È una realtà che sa vincere. E pure convincere.

Credits foto: Ferdinando Mezzelani/CONI

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