Il governo di Orban alza il tiro sui brogli, ‘pressioni e caos ai seggi’ – Altre news
Non si placano le accuse e
controaccuse di brogli in Ungheria. Dal fronte governativo,
Balazs Orban, consigliere del premier Viktor Orban, parla di una
“ondata di segnalazioni” che accusano i rivali di Tisza di Péter
Magyar di tentativi di compravendita di voti, intimidazioni e
comportamenti aggressivi nei seggi.
“Emergono casi di pressioni sui dipendenti, scene caotiche ai
seggi e incidenti volti a influenzare gli elettori, persino con
l’uso di droni e minacce”, ha denunciato il consigliere,
parlando di operazioni legate a interessi “sostenuti da
Bruxelles e Kiev” e invitando a lasciare che “siano gli
ungheresi a decidere liberamente”.
Dal lato opposto arrivano però segnalazioni di segno
contrario. Il deputato indipendente Ákos Hadházy ha riferito di
un caso a Vác, dove una persona sarebbe stata inserita a sua
insaputa nelle liste delle minoranze nazionali, perdendo così il
diritto di voto per la lista nazionale e potendo esprimere solo
quello per il candidato individuale. Altre accuse riguardano
presunti tentativi di compravendita di voti a favore di Fidesz.
A Kerepes, secondo il portale 444, sarebbero stati distribuiti
buoni spesa da 10.000 fiorini utilizzabili presso la catena
Penny Market, destinati – secondo le segnalazioni – a elettori
che avrebbero votato per il partito di governo. Sui social,
inoltre, elettori vicini all’area Tisza denunciano presunti
abusi nei seggi attribuiti a Fidesz: con “persone entrano nelle
cabine e impediscono agli elettori di votare in segreto,
controllando se hanno barrato il ‘cerchio giusto'”.
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