il giornalismo italiano in lutto
La notizia che nessuno avrebbe voluto leggere è arrivata nel pomeriggio di oggi attraverso una nota ufficiale dell’ospedale San Camillo.
Roberto Arditti, era stato ricoverato d’urgenza nella notte tra martedì e mercoledì a seguito di un arresto cardiaco fulmineo. Nonostante i tentativi dei medici in terapia intensiva, la commissione medica ha dovuto constatarne il decesso.
Un ultimo gesto d’amore: la donazione degli organi
Coerentemente con l’impegno civile che ha contraddistinto la sua vita, Arditti aveva espresso in vita la volontà di essere un donatore.
Per questo motivo, i supporti vitali vengono mantenuti in queste ore in attesa del trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi. La famiglia, nel dolore, ha chiesto il massimo rispetto della privacy in questo momento di estrema delicatezza.
Una carriera tra istituzioni e redazioni
Nato a Lodi nel 1965 e bocconiano di formazione, Roberto Arditti ha rappresentato un ponte raro e prezioso tra il mondo delle istituzioni e quello dell’informazione pura:
Le radici: Iniziò al Senato al fianco di una figura storica come Giovanni Spadolini.
Il giornalismo: È stato il volto e la voce delle news di RTL 102.5, autore di punta di Porta a Porta e direttore del quotidiano romano Il Tempo.
La politica: Sotto il secondo governo Berlusconi, prestò la sua competenza come portavoce del Ministro dell’Interno Claudio Scajola.
L’editoria d’opinione: Dal 2018 guidava come direttore editoriale il progetto Formiche, punto di incontro tra analisi geopolitica e attualità.
Il ricordo del Ministro Giuli
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, visibilmente scosso per la perdita del collega, lo ha ricordato come un «giornalista di valore e intellettuale stimato», sottolineando il suo ruolo centrale nel panorama della comunicazione istituzionale italiana.
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