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il giallo di Vanzina a Roma 2026

Home Notizie Enrico Vanzina torna al cinema con La sera a Roma: il giallo e il cinema popolare italiano

La sera a Roma è il nuovo giallo di Enrico Vanzina presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026. Un ritorno al cinema di genere italiano con cast d’eccezione.

25 Ottobre 2026 02:24

Enrico Vanzina è tornato alla Festa del Cinema di Roma con un film che segna, per sua stessa ammissione, un momento di svolta nella sua carriera: La sera a Roma, giallo presentato il 23 ottobre 2026 alla 21ª edizione della manifestazione, è insieme un atto d’amore verso il cinema di genere italiano e un’operazione più personale di quanto i suoi lavori precedenti lasciassero intuire. Parlare di La sera a Roma film significa confrontarsi con un regista che ha scelto di tornare al thriller — terreno storicamente fertile per il cinema italiano — partendo da un romanzo che ha scritto lui stesso.

Un giallo che nasce dalla pagina scritta

Il punto di partenza di La sera a Roma è un romanzo firmato dallo stesso Enrico Vanzina: il film è dunque un adattamento autoriale nel senso più pieno del termine, in cui la stessa persona ha concepito la storia, l’ha raccontata su carta e poi l’ha portata dietro la macchina da presa. È una scelta che rivela una precisa intenzione narrativa: non si tratta di un progetto commissionato, ma di qualcosa che Vanzina ha costruito dall’interno, strato dopo strato.

Il risultato è un thriller ambientato a Roma, con tutto ciò che questo comporta in termini di atmosfera e riconoscibilità visiva. Tra le location utilizzate figura la storica sede del quotidiano Il Messaggero in via del Tritone 152, un edificio carico di storia giornalistica e urbana. La scelta non è casuale: il giornalismo, la città, i suoi ritmi notturni sembrano essere elementi strutturali della storia, non semplici sfondi decorativi. Alla presentazione alla Festa del Cinema era presente anche Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero, a testimonianza di un legame concreto tra il film e la testata che compare nella narrazione.

Il cast e il ritorno al genere

Vanzina ha costruito intorno a La sera a Roma un ensemble che mescola nomi consolidati del cinema italiano. Il cast comprende Massimo Ghini, Carlo Buccirosso, Martina Stella, Ricky Memphis e Nicoletta Romanoff: una squadra che copre registri diversi, dal caratterista al leading man, capace di sostenere le esigenze di un giallo che deve dosare tensione e credibilità dei personaggi.

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Il genere in questione — il giallo, il thriller — non è una scelta di opportunità. Vanzina ha dichiarato apertamente di voler tornare a un territorio che è stato un punto di forza del cinema italiano, un genere che ha prodotto opere fondamentali e che negli ultimi decenni ha perso centralità nella produzione nazionale. Il film si apre con una dedica esplicita al cinema di genere: un gesto programmatico, quasi un manifesto, che dice molto sull’approccio con cui il regista si è avvicinato al progetto.

Il giallo italiano ha una tradizione che va dagli anni Sessanta fino ai grandi successi degli anni Ottanta e Novanta, e che oggi fatica a trovare spazio in un mercato dominato dalla commedia e dal dramma familiare. Riportare La sera a Roma film in questa tradizione significa anche prendere una posizione su cosa dovrebbe essere il cinema popolare italiano contemporaneo.

Alla Festa del Cinema di Roma: “il film della mia maturità”

La 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma ha ospitato la presentazione del film il 23 ottobre 2026. È stata l’occasione per Vanzina di parlare pubblicamente di un progetto a cui tiene in modo particolare. La definizione che ha usato è precisa e non retorica: film della maturità. Non un’opera di rottura, non un esperimento stilistico, ma il lavoro di un autore che sa esattamente cosa vuole raccontare e come farlo.

È una distinzione importante per capire dove si colloca La sera a Roma nella filmografia di Vanzina. Il regista romano ha lavorato per decenni nel cinema popolare italiano, spesso in collaborazione con il fratello Carlo — scomparso nel 2018 — costruendo una filmografia che ha attraversato la commedia, il dramma e ora il thriller. Questo film rappresenta un momento di bilancio e di consapevolezza, non un ritorno nostalgico ma un passo avanti nella definizione di un cinema che vuole essere al tempo stesso accessibile e ambizioso.

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Cinema popolare e identità del genere in Italia

La questione che La sera a Roma pone — implicitamente o esplicitamente — è quella del rapporto tra cinema popolare e qualità nel panorama italiano. Il giallo è un genere che in Italia ha sempre avuto una doppia anima: da un lato la tradizione d’autore (da Dario Argento a Mario Bava), dall’altro una produzione più commerciale e seriale. Vanzina sembra voler stare in mezzo a queste due tradizioni, usando gli strumenti del cinema di genere con una consapevolezza che viene dalla lunga esperienza.

La scelta di adattare un proprio romanzo rafforza questa posizione: il materiale di partenza è già filtrato da una sensibilità letteraria, e il passaggio alla forma cinematografica non è una trasposizione meccanica ma una rielaborazione. Roma, con i suoi spazi notturni e le sue architetture stratificate, diventa in questo contesto non solo sfondo ma personaggio — una città che il giallo italiano ha sempre saputo usare con efficacia, da Delitto a Porta Romana fino alle produzioni più recenti.

Per chi vuole seguire l’evoluzione del progetto e le prossime tappe distributive, la Festa del Cinema di Roma rimane il punto di riferimento istituzionale per le anteprime del cinema italiano contemporaneo.

Cosa succederà dopo la presentazione romana — distribuzione in sala, finestre streaming, tempistiche italiane — non è ancora stato comunicato ufficialmente. Ma il fatto che Vanzina abbia scelto la Festa del Cinema come vetrina per La sera a Roma segnala l’ambizione del progetto: non un film destinato a circolare in sordina, ma un’opera che punta a un confronto diretto con il pubblico e con la critica, nel contesto più visibile del cinema italiano autunnale.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’AI e sottoposto a revisione editoriale.


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