Lazio

il futuro della mobilità entra nell’anello di Roma

Cos’è una Smart Road e perché il GRA ne aveva bisogno

Una Smart Road è, nella definizione del Decreto ministeriale del 2018, una “infrastruttura stradale per la quale è compiuto un processo di trasformazione digitale orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai gestori, alla pubblica amministrazione e agli utenti della strada“. In parole più semplici: una strada che parla con le auto, raccoglie dati in tempo reale e li restituisce sotto forma di informazioni utili a chi guida.

Il GRA, identificato con la sigla A90, è un’autostrada di circa 68 chilometri con tre corsie per ogni senso di marcia e 33 uscite, collocate in media ogni due chilometri. È l’arteria fondamentale per la mobilità della Capitale: assolve la funzione di tangenziale esterna per il collegamento delle aree periferiche, consentendo agli automobilisti di raggiungere le diverse zone della città evitando il centro urbano, e costituisce al contempo un raccordo con le grandi direttrici nazionali.

Il GRA raggiunge picchi di oltre 166.000 veicoli al giorno, numeri che rendono la gestione del traffico una sfida quotidiana e giustificano ampiamente un investimento straordinario in tecnologia.

Il progetto: 30 milioni di euro per trasformare l’A90

Il contratto stipulato da Anas prevede l’utilizzo di 30 milioni di euro per la fornitura e la successiva installazione di sistemi tecnologici Smart Road sul GRA e sull’autostrada Roma-Fiumicino. Attraverso l’applicazione dei processi di trasformazione digitale, si otterrà la riduzione dell’incidentalità, il maggior comfort di viaggio, la gestione e il miglioramento delle condizioni di traffico e di eventi straordinari di criticità, la resilienza delle reti di trasporto, l’interazione digitale con i territori attraversati, l’interoperabilità con veicoli connessi e si permetterà la graduale circolazione dei veicoli a guida autonoma.

Gli interventi sono stati contrattualizzati con un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Sinelec e composto da Autostrade Tech, Alpitel ed Euroimpianti. Il progetto prevede l’implementazione di specifiche e innovative soluzioni digitali per l’ottimizzazione della gestione del traffico e l’incremento della sicurezza di autostrade metropolitane che devono quotidianamente affrontare picchi elevati di traffico.

Le tecnologie installate: come funziona la strada intelligente

L’infrastruttura tecnologica si articola su più livelli. Il cuore del sistema è costituito dai cosiddetti “pali neri” o Flying poles, colonnine installate ai bordi della carreggiata che ospitano sensori di vario tipo, moduli Wi-Fi e telecamere. Questi dispositivi raccolgono continuamente dati su traffico, velocità dei veicoli, condizioni atmosferiche e stato del manto stradale, trasmettendo in tempo reale alle sale operative.

Asse portante del processo di digitalizzazione sono i nuovi servizi di C-ITS (Cooperative Intelligent Transport Systems) basati sulle comunicazioni V2I (vehicle-to-infrastructure) e V2V (Vehicle-to-Vehicle), che abilitano un’interazione intelligente, sicura ed estesa tra tutti i soggetti dell’ecosistema della mobilità.

La Smart Road per le autostrade urbane A90 e A91 prevede la connessione Wi-Fi lungo il tracciato, con informazioni e servizi in tempo reale per i conducenti. È disposto inoltre l’SOS on board, che permette la comunicazione diretta tra utente e sala operativa tramite un’app installata sul proprio dispositivo, consentendo all’utente di non scendere dal veicolo in caso di emergenza.

Un altro elemento caratteristico del progetto sono le Green Island: aree dislocate lungo la Smart Road in cui viene distribuita energia pulita per alimentare tutti gli apparati del sistema, con l’installazione di sistemi di ricarica veicoli e stazioni di ricarica per droni destinati al monitoraggio delle opere civili e alla sorveglianza continua della strada.

Grazie al Road Weather Information System (RWIS) di Anas, vengono valutate in tempo reale le condizioni meteo e del manto stradale. La manutenzione di quest’ultimo viene analizzata anche attraverso algoritmi che consentono di valutare eventuali anomalie vibrazionali.

Lo stato dei lavori: dai cantieri del 2025 alla rete completa

L’iter del progetto sul GRA è stato lungo e progressivo. Dopo la firma del contratto con il raggruppamento guidato da Sinelec e i primi interventi sperimentali su alcuni tratti, i lavori sono entrati nel vivo negli ultimi mesi. A partire dal 3 aprile 2025 e fino al 30 giugno 2025, il GRA è stato interessato da imponenti cantieri per lavori di ammodernamento tecnologico, finalizzati alla realizzazione della Smart Road. Gli interventi hanno riguardato il tratto compreso tra il km 31+000 e il km 42+000, in entrambe le carreggiate, con lavori svolti prevalentemente nella fascia oraria notturna dalle 21:00 alle 06:00.

Il progetto si inserisce in un piano industriale ancora più ampio: l’intero programma Anas mira alla trasformazione digitale della rete per 6.700 chilometri di strade entro il 2032. L’investimento complessivo è di un miliardo di euro, suddiviso in tre fasi che coprono il periodo fino al 2031 e che comprendono, oltre al GRA, tratti autostradali in tutta Italia.

Il nodo irrisolto della sicurezza

Il progetto non manca di suscitare riflessioni critiche. Dotare il GRA di sensori, connettività e sistemi intelligenti è un passo importante, ma alcuni osservatori sottolineano come la tecnologia da sola non sia sufficiente se non si affronta in modo diretto il problema dell’enforcement: il raccordo è noto per i comportamenti scorretti di molti automobilisti, dalla sosta illegale sulla corsia di emergenza alle velocità eccessive, spesso impuniti per la scarsità dei controlli. La Smart Road offre gli strumenti tecnici per monitorare queste situazioni; la domanda è se e quanto queste capacità verranno effettivamente tradotte in interventi concreti da parte delle forze dell’ordine.

Il significato di una scelta

Il GRA non è solo una strada. È il simbolo della mobilità di una città intera, il punto di snodo dove si incrociano pendolari, turisti, lavoratori e merci. Trasformarlo in una Smart Road significa scommettere su un’idea di mobilità diversa: più sicura, più connessa, capace di dialogare con i veicoli del presente e di accogliere quelli del futuro. In linea con gli indirizzi europei, Anas ha iniziato a concepire le Smart Road con grande anticipo rispetto alla media del continente ed il GRA ne è uno dei cantieri simbolo. La vera sfida sarà non fermarsi alla tecnologia, ma usarla per cambiare davvero l’esperienza di chi ogni giorno percorre l’anello di Roma.

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