Friuli Venezia Giulia

Il futuro della casa in Fvg tra rigenerazione, affitti e transizione energetica. Convegno a Udine

Rigenerazione urbana, mercato delle locazioni, incentivi e direttiva europea “Case Green” sono stati al centro dell’incontro “Il futuro della casa in Fvg”, in programma venerdì 20 febbraio alla Torre di Santa Maria di Udine, promosso a livello regionale da Uppi, Ance, Confartigianato e Fimaa Confcommercio. Il settore immobiliare regionale sta attraversando una trasformazione profonda: invecchiamento del patrimonio edilizio, aumento della domanda di affitti, mobilità di lavoratori e studenti e nuove fragilità sociali stanno ridefinendo il modo di abitare.

Molti alloggi oggi risultano di fatto “bloccati”: non vuoti per scelta, ma perché non più adeguati agli standard energetici e funzionali. Recuperarli significa evitare consumo di suolo, rivitalizzare i centri minori e ampliare l’offerta abitativa. Parallelamente, la crescita dei canoni in alcune aree urbane impone strumenti nuovi: social housing, canoni concordati, valorizzazione del patrimonio pubblico e privato. Il nuovo Piano Casa nazionale e le misure regionali per la riqualificazione aprono una fase decisiva, anche grazie a strumenti di credito e soluzioni assicurative a supporto di proprietari e imprese.

Per Pietro Petrucco, vicepresidente nazionale Ance, il Friuli Venezia Giulia può diventare un laboratorio nazionale. «Servono programmazione e strumenti finanziari adeguati. Le risorse pubbliche da sole non bastano: dobbiamo attrarre capitali privati, anche attraverso partenariati pubblico-privati e fondi pensione, capaci di investimenti di lungo periodo». Centrale anche il tema degli aiuti di Stato: «Occorre chiarezza normativa per non bloccare sul nascere progetti innovativi».

L’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha richiamato  la necessità di modernizzare il settore: «Industrializzare i processi edilizi significa rendere i cantieri più efficienti, sicuri e prevedibili». Un passaggio chiave riguarda la fiducia dei proprietari, spesso frenati da esperienze negative. «Oggi strumenti e garanzie sono più solidi, ma serve un cambio culturale per rimettere in circolo gli alloggi». Come dopo il terremoto del 1976, quando la Regione seppe dotarsi di una “cassetta degli attrezzi” efficace, «anche oggi dobbiamo avere visione e determinazione».

Giovanni Di Benedetto, per Itas Mutua il settore assicurativo, ha sottolineato l’importanza della progettazione: «Efficienza energetica, sicurezza e assicurabilità si decidono all’inizio. Le compagnie possono offrire un supporto consultivo nella valutazione preventiva dei rischi». Integrare queste competenze migliora la qualità degli edifici e rende più sostenibili le coperture: «Dobbiamo passare da una logica riparativa a una preventiva».

Bruno Bari, presidente regionale Fimaa-Confcommercio, ha evidenziato segnali positivi: «Nel 2025 le compravendite sono cresciute del 4%, con circa 7 mila transazioni. Il prezzo medio regionale è di 1.766 euro al metro quadro, con punte oltre i 2.600 a Trieste». Più forte la domanda di affitti, spinta da studenti, lavoratori e famiglie. «Le difficoltà di accesso al mutuo e l’incertezza sui tassi mantengono alta la pressione sulle locazioni».

Il dibattito è stato moderato da Alberto Marchiori, espero Uppi e già dirigente Confcommercio e membro Cese. Sono altresì intervenuti Marco Bertuzzo (Ance), Graziano Tilatti (Confartigianto), Paolo Tommasino (Uppi), Amanda Burelli (regione Fvg), Bruno Brusadini (Banca 360 Fvg) e Gianluca Zanutta (Ad Zanutta spa).

Nelle foto: Il gruppo dei relatori e il pubblico qualificato intervenuto




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