Il futuro della Bosnia è Krdžalić, ha 21 anni e pensa ai Mondiali: “I nostri tifosi sono rumorosi”

Sarajevo – Il futuro è suo. Anes Krdžalić, 21 anni, centrocampista del FK Sarajevo, è uno dei migliori talenti emergenti del calcio bosniaco: tant’è che il suo salto dalla rappresentativa Under 21 a quella maggiore sembra essere imminente. Allo spareggio di Zenica sarà dunque doppiamente interessato: per amor di patria e perché a giugno – in caso di vittoria contro l’Italia – nel gruppo per i Mondiali americani potrebbe entrare anche lui.
Quanto è importante questa partita per la Bosnia, Krdžalić?,
“Questa è la partita più importante per la Bosnia dagli ultimi Mondiali, lontani ormai dodici anni. Sappiamo che significa molto per i nostri tifosi e per il nostro Paese, quindi spero che ci qualificheremo”.
Quali ricordi ha dei Mondiali del 2014? Fu l’unica partecipazione della Bosnia.
“Avevo solo 10 anni. Ho guardato tutte le partite della Bosnia in tv e ho fatto il tifo per loro, ma non ci siamo qualificati per la fase successiva. Fu un peccato”.
Ora è diventato un calciatore professionista e presto potrebbe toccare a lei: ci pensa?
“Certo. Penso che il sogno di ogni calciatore sia quello di giocare i Mondiali per la propria nazionale. Per me sarebbe davvero speciale giocare per la mia Bosnia, se mai ne avessi l’opportunità”.
Quanto è importante per la Bosnia giocare la partita contro l’Italia in casa?
“È molto importante, perché i nostri tifosi sono fantastici e molto rumorosi, ti danno una spinta in più in campo, quindi il fattore campo ci aiuterà parecchio”.
Chi potrebbe essere il giocatore decisivo per la Bosnia? Dzeko?
“Abbiamo tanti buoni giocatori, soprattutto giovani. Ovviamente Dzeko è il leader e la leggenda di questa squadra, ma penso che tutto il gruppo sia molto importante, quindi ho fiducia che vinceremo”.
Cosa pensa del calcio italiano?
“Gli italiani amano giocare in modo più difensivo, perché sono i migliori in questo. Sono anche compatti e molto disciplinati, quindi sarà difficile segnare un gol a Donnarumma”.
Chi è il suo giocatore italiano preferito?
“Di tutti i tempi è Pirlo, perché mi piaceva molto il suo modo di giocare, era calmo con la palla tra i piedi e ti vedeva ovunque in campo, era impossibile rubargli la palla. In questa squadra forse Barella, invece: gioca nel mio stesso ruolo, mi piace come lavora per la squadra”.
Che tipo di partita sarà, a Zenica?
“Sarà sicuramente una partita dura, con continui cambi di strategia da entrambe le parti, ma ovviamente crediamo di poter battere l’Italia. Purtroppo non potrò essere allo stadio, perché ho la partita contro Israele a Budapest della mia Under 21, ma la guarderò sicuramente in tv”.
Se la Bosnia vince, sarà una partita storica. Pensi che possa farcela?
“Significa troppo per noi, daremo il massimo per qualificarci. Ci crediamo eccome, i Mondiali sono vicini”.
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