Il funerale dorato di El Mencho, il re del Fentanyl
Una bara d’oro, cinque camion di fiori, un gallo fatto di petali rossi e bianchi. E una banda che suona rancheras e narcocorridos mentre il feretro entra nel cimitero.
Nemesio Oseguera Cervantes, per tutti El Mencho, è stato sepolto così, nello stato di Jalisco, il suo regno. L’uomo che ha fondato e poi guidato per anni il Cartel Jalisco Nueva Generación, una delle organizzazioni criminali più potente dell’emisfero occidentale, è stato ucciso in un’operazione della Guardia Nazionale qualche giorno fa. Aveva 59 anni ed era ritenuto il re del Fentanyl, Gli Stati Uniti avevano predisposto una taglia da 15 milioni di dollari sulla sua testa.
Il funerale si è tenuto nei pressi di Guadalajara, roccaforte storica del cartello. La Guardia Nacional ha presidiato l’area per evitare nuove esplosioni di violenza. Nei giorni successivi alla sua uccisione, del resto, gli uomini del CJNG hanno incendiato veicoli e bloccato strade in almeno venti stati del Paese. Una dimostrazione di forza, ma anche un messaggio chiaro: l’organizzazione è ancora operativa.
Secondo quanto riporta l’agenzia AFP, sono stati necessari cinque camion per trasportare tutte le composizioni floreali al cimitero. Molte inviate da mittenti anonimi. Tra queste, un enorme gallo, omaggio alla passione di El Mencho per i combattimenti clandestini.
Quando la bara color oro è arrivata nella cappella interna al cimitero, i musicisti hanno intonato El Muchacho Alegre. E dopo una cerimonia di circa un’ora, i presenti (molti con il volto coperto da mascherine) hanno accompagnato il feretro fino alla tomba. Una sepoltura sorprendentemente sobria rispetto ai mausolei monumentali che spesso segnano le tombe dei capi narcos.
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