Il Friuli Venezia Giulia riporta in vita le Province: approvata la legge

Il Friuli Venezia Giulia riporta ufficialmente in vita le province. Oggi, mercoledì 21 gennaio, il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale regionale, sancendo il ritorno delle Province elettive. Con il voto parlamentare si chiude un iter legislativo lungo e articolato, fortemente voluto dalla Regione e seguito passo dopo passo dal Governo.
Calderoli: “Un passo avanti decisivo e atteso”
A commentare l’approvazione è stato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, che ha espresso piena soddisfazione per il risultato raggiunto. Secondo Calderoli, il voto del Senato «non rappresenta solo una concreta attuazione dell’autonomia del Friuli-Venezia Giulia, ma è soprattutto la giusta conclusione di un percorso iniziato da tempo, che risponde a una richiesta chiara proveniente dal territorio».
Province come istituzioni vicine ai cittadini
Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato il valore delle Province come enti locali di raccordo tra i Comuni e i livelli amministrativi superiori, come Regioni e Stato. “Avere istituzioni intermedie – ha spiegato – è fondamentale per dare risposte concrete ai cittadini, soprattutto in un Paese caratterizzato da territori molto diversi tra loro come l’Italia. Strutture di prossimità permettono di intercettare meglio le esigenze locali e di trasformarle in politiche efficaci”.
Elezione diretta di presidente e consiglio provinciale
Uno degli elementi qualificanti della riforma riguarda il ripristino dell’elezione diretta sia del presidente della Provincia sia del consiglio provinciale. Una scelta che, secondo Calderoli, rafforza la rappresentatività democratica e restituisce centralità a un livello istituzionale strategico. Il ministro ha infine auspicato che quanto realizzato in Friuli Venezia Giulia possa diventare un modello per il resto del Paese. “Mi auguro – ha concluso – che l’esperienza del Friuli Venezia Giulia possa riaprire una riflessione più ampia sulla riforma delle province e sul ripristino dell’elezione diretta, nell’interesse di tutti i territori”.
Dreosto (Lega): “Il Friuli Venezia Giulia si riprende le sue istituzioni”
Sulla stessa linea anche il senatore e segretario della Lega Fvg Marco Dreosto, che ha parlato di una svolta politica e istituzionale di grande rilievo. “Con questo voto – ha dichiarato – il Senato chiude definitivamente la stagione delle riforme fatte contro i territori e restituisce al Friuli Venezia Giulia istituzioni vere, responsabili e vicine ai cittadini. Le province non rappresentano il passato, ma strumenti indispensabili per garantire servizi essenziali come manutenzione, scuole e supporto ai Comuni più fragili. La loro cancellazione ha prodotto solo confusione e scaricabarile”. Secondo Dreosto, la riforma segna una scelta di buonsenso e rispetto dell’autonomia speciale della Regione, rafforzando lo Statuto e restituendo piena legittimazione democratica agli enti intermedi. Un passaggio che, ha sottolineato, assume un valore simbolico ancora più forte nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, quando la capacità di rialzarsi delle comunità passò anche attraverso istituzioni territoriali solide e radicate sul territorio.
Fedriga: “Raggiunta la normalità istituzionale”
A evidenziare la portata storica del voto è stato anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, che ha parlato di un traguardo atteso da tempo. “Con il via libera definitivo dell’Aula del Senato alla riforma dello Statuto speciale si è concluso il quarto e ultimo passaggio parlamentare di un percorso fortemente voluto dall’Amministrazione regionale. Il Friuli Venezia Giulia raggiunge così la normalità istituzionale, superando un assetto che per lungo tempo è rimasto incompleto”, ha dichiarato. Il governatore ha ringraziato il ministro Calderoli e i senatori che hanno votato il provvedimento, approvato con 110 voti favorevoli, definendolo “il coronamento di un impegno preso con la comunità regionale”.
Province elettive e nuovo assetto dello Statuto
La riforma, di iniziativa del Consiglio regionale, introduce un nuovo assetto che prevede il ripristino delle Province, denominate enti di area vasta, con organi eletti direttamente dai cittadini, e fissa a 49 il numero dei consiglieri regionali. “Dopo dieci anni dalla soppressione delle Province, il Friuli Venezia Giulia si appresta a ripristinare enti di area vasta elettivi. È un principio cardine della nostra visione: chi gestisce funzioni e servizi sul territorio deve rispondere direttamente a chi quel territorio lo vive quotidianamente”, ha ribadito Fedriga. Sul tema è intervenuto anche l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, sottolineando come il voto del Senato metta fine a un iter complesso e riporti ordine nell’architettura istituzionale regionale. Secondo Roberti, il passaggio consente inoltre di ripulire il testo statutario da norme superate, garantendo certezza sulla composizione del Consiglio regionale e rimettendo al centro gli elettori. “Concluso l’iter parlamentare, ora siamo pronti per la fase attuativa”, ha concluso. “La prima legge istitutiva contiamo di portarla all’attenzione del Consiglio regionale entro aprile”.
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