Emilia Romagna

Il Forlimpopoli Folk Club torna a febbraio – Forlì24ore.it

Marcabru in concerto
I Marcabru in concerto

Svelata la nuova stagione della rassegna promossa dalla Scuola di Musica Popolare

Si preannuncia piena di musica la prima parte dell’anno che verrà, la Scuola di Musica Popolare ha svelato il programma del Forlimpopoli Folk Club che porterà fino alla primavera. Tante le novità, dal folk alla musica cantautorale di qualità fino ad un progetto di Storytelling. Si parte domenica 18 Gennaio alle 17 nella storica location di Sala Aramini, via Ghinozzi 3, con Claudio Covato in ‘La vita, il tempo e l’amore’. Claudio Covato viene da Rosolini e lì vive, incastonato malamente tra Siracusa e Ragusa. Cantautore, chitarrista, cantante. Scrive testi e brani in italiano e in siciliano, lingua che ama visceralmente e che utilizza come “una corda viva”. Nei suoi brani mescola influenze come Lucio Dalla, Pino Daniele, il folk e il canto lirico, utilizzando il suo registro vocale che spazia dal tenorile al soprano per dare diverse sfumature interpretative.

Domenica 1 Febbraio, sempre in Sala Aramini alle 17, è di scena il Trio La Rosa. ‘Mediterraneo d’amore. Un Viaggio Musicale tra Cuori e Onde’ è uno spettacolo sotto forma di concerto, che celebra l’amore, l’arte e la cultura delle regioni bagnate dal Mediterraneo. Il trio la Rosa esegue una selezione di canzoni d’amore provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo toccando diverse aree geografiche culturali: la Grecia, l’Egitto, la Turchia, i Balcani in genere spesso contaminati dalla cultura Rom, il Marocco, la Spagna. Le canzoni sono cantate nelle lingue originali delle aree che il viaggio musicale toccherà, con strumenti tipici delle coste del Mediterraneo. Sul palco Samanta Balzani, voce e shruti box, Giuseppe Ceci, strumenti a corde: oud, bouzouki, chitarra, Gian Luca Babini, darbuka, cajon, tamburi a cornice, tombak, riq. 

Venerdì 20 Febbraio, al Teatro Verdi alle 21, Paola Sabbatani Quartet. ‘Il sogno più strano. Canzoni contro le guerre e la prepotenza’. C’è un filo che attraversa le epoche, le lingue e le frontiere: è quello della voce che si alza contro l’ingiustizia, della melodia che si oppone al rumore delle armi, del canto che resiste alla sopraffazione. Un filo sottile, ma tenace, lega le canzoni di questo concerto: dalle parole amare e ironiche di Enzo Jannacci al sogno disarmato di pace di Ed McCurdy, dalla struggente assenza di chi dal fronte non è più tornato alla preghiera laica e accorata di chi si affida solo a Dio perché non ha più nulla in cui credere e tante altre ancora. La prepotenza inizia nelle parole, cresce nell’indifferenza, si compie nel silenzio. La musica rompe il silenzio. E ogni canzone può essere un atto di pace. Sul palco: Paola Sabbatani alla voce, Daniele Santimone alla chitarra e voce, Maurizio Piancastelli ai fiati e percussioni, Gabriele Zanchini al pianoforte e melodica. 

Venerdì 27 Febbraio, Teatro Verdi ore 21, la Bev Bonifica Emiliano Veneta presenta live il nuovo album ‘Quattro’ Uno dei gruppi più influenti per la riproposta folk della musica della nostra regione che ha visto la luce all’alba degli anni 2000, torna, a vent’anni dall’ultimo album, con un nuovo lavoro entusiasmante: Quattro. Bev nasce con l’intuizione della forza nascosta nei nostri repertori popolari e dalla consapevolezza di quanto questa forza sia niente affatto dissimile dalla vitalità del presente. Dal ritmo inevitabile del nostro quotidiano. Sul palco: Giorgio Panagin al contrabbasso, Marco Mainini alla voce, chitarra, piffero e piva, Claudio Vezzali alla voce e violini, Walter Sigolo alla fisarmonica, Alessandro Motttaran al mandoloncello, clarinetto in do, piva e voce, Walter Rizzo alla ghironda, oboe popolare, oboe popolare, piva e voce. 

Domenica 01 marzo, Sala Aramini ore 17, tornano i Marcabru con ‘Our favourite poets. Un Concerto letterario’. Fra le maggiori fonti di ispirazione del gruppo possiamo di certo annoverare poeti e scrittori, i testi dei quali sono stati trasformati dai Marcabru in canzoni. Il viaggio letterario è stato lungo e nel corso degli anni si sono appropriati di parole chiedendole idealmente (o di persona) in prestito ai nostri autori preferiti di tutti i luoghi e di tutte le epoche. Dal mondo anglo-celtico-americano hanno scelto liriche e testi di Blake, Yeats, Conrad, Lansdale, McCullers, Fante, Steinbeck, Morton, Hall, Roberts, Palahniuk, Lee Masters, Melville, Carroll; fra i francesi Rimbaud, Baudelaire, Hugo; fra gli italiani Moretti, Agosti, Mercadini, Benni e Calvino (del quale hanno musicato uno dei rari testi poetici). Si sono poi rivolti abbondantemente alla poesia dialettale della regione lavorando su versi di Tonino Guerra, di Nino Pedretti, di Fabio Molari. Dal Sudamerica proviene un testo di Julio Cortazar. Dal mondo arabo medievale provengono versi di Hafiz. Sul palco: Fabio Briganti alla voce, box-guitar, lapsteel, armonica, violino, Mirco greggi alle percussioni e flauti, Marie Rascoussier alla voce, basso e tamburo quadrato, Patrizia Giovagnoli al bodhran. 

Domenica 15 Marzo, si va al Circolo Polare Artico in via Prati 1572 alle 17, con ‘Onda su onda storie da (a)mare’. Tra conti e canti un viaggio nel Mediterraneo con più abbracci che conflitti. Una ballata da taverna di Mediterraneo con santi e briganti, risse e fughe, condanne ed espiazioni, con un uomo saggio, buffo, irriverente, sciocco, che conta/canta e balla le sue storie. Storie da (A)Mare è ideato per condividere i tratti tipici della civiltà mediterranea, patrimonio condiviso da tutte le diverse realtà culturali che si affacciano sul mare. Per la sua centralità geografica, storica e simbolica, luogo immaginario, dalle “perigliose acque”, in cui collocare la nascita e la dimora degli dèi e degli eroi; teatro di sfide narrate in diversi ed antichi racconti. Il Mediterraneo è affabulatore, fonte di ispirazione, tesoro di racconti di favole e di leggende mirabili, affascinanti, come quella di Ulisse o de Le Mille e una notte. E poi Giufà, un personaggio archetipico. Sul palco: Flavio Milandri e Stefania Ganzini in NarrAzioni (scuola italiana storytelling), Fabio Briganti alla voce, box-guitar, lapsteel, armonica e violino, Marie Rascoussier alla voce, basso, tamburo quadrato e dulcimer.

Domenica 22 Marzo, Sala Aramini alle 17, il concerto di Adriano Sangineto, arpa creativa. L’arpista lombardo Adriano Sangineto, membro di una storica famiglia di musicisti, liutai e ricercatori, presenta uno show dalle mille sfaccettature, una performance spumeggiante, guidata dall’imprevedibilità della musica. L’arpa si manifesta in tutte le sue variabili ritmiche e melodiche, eludendo qualsiasi connotazione ed esplorando delle sonorità innovative. Le composizioni originali di Adriano Sangineto attingono da molteplici repertori musicali e convergono in uno stile ritmico coinvolgente, in cui il sentimento diventa guida di tutta la performance. La varietà della performance ha affascinato il pubblico internazionale, dispiegandosi fino all’estremo Oriente (Shanghai), ottenendo sonori consensi nei due festival internazionali di arpa più rinomati, quali “Rencontres Internationales de Harpe Celtique” di Dinan (F), “Edinburgh International Harp Festival” di Edimburgo (UK) e “Somerset Folk Harp Festival” di Princeton NJ (USA). 

Sabato 28 marzo, Chiesa di San Pietro Apostolo alle 21, La Nyckelharpa dalla Siena del 1400 alla Svezia del XXI secolo. Un concerto della classe di nyckelharpa del Conservatorio Statale Maderna-Lettimi di Cesena e Rimini accompagnati da una parte dei loro colleghi del Dipartimento di Musica Antica.


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