Il fondo in bermuda, dopo l’atleta in canottiera: “Sembra sci d’acqua”
Sport invernali, divise estive. A qualcuno non piace (così) caldo. La neve che si sfarina, le temperature troppo alte, per chi fa uno sport di fatica e resistenza è complicato sopportare la primavera anticipata in pista.
Ricordate l’atleta che a Milano Cortina si era presentato alla partenza della gara di fondo e aveva gareggiato in canottiera? Andrew Musgrave. Aveva anche avuto un piccolo malore, aveva vomitato in gara.


Era la prima immagine delle olimpiadi invernali con il cambiamento climatico: fare 10 chilometri a quelle velocità, con otto gradi e la neve che sembra pappa era troppo. Musgrave quel giorno si presentò direttamente a torso nudo: niente parte superiore della tuta, solo il pettorale con il 42 a pelle.

È passo quasi un mese. Era il 13 febbraio, oggi le temperature sono ancora più alte. Intorno all’ora di pranzo ci sono anche 10/12 gradi: lo sci di fondo è sudore, ma di fatica, non di caldo.

E così i due atleti tedeschi Leonie Walter e Marco Maier sono andati oltre Musgrave alle Paralimpiadi in Italia. Maier, nella sua gara di biathlon, ha indossato pantaloncini e maglietta. Ha tagliato la tuta: “Ho deciso di adattare la divisa da gara all’estate”. E la critica: “Non mi piace così, gli sport invernali dovrebbero essere un po’ più freschi” che ha definito la neve nello stadio di fondo di Tesero come “profonda” e “fanghiglia”. La compagna di squadra che indossava bermuda e maniche corte e maglietta ha addirittura paragonato la pista ammorbidita a «sci d’acqua».

Sono arrivati due bronzi. Sul podio hanno preferito cappellini e giacche chiuse. Con la medaglia al collo ci vuole stile.
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