Marche

il figlio la trova morta nel letto. Ematomi sul collo e sul costato. Cosa sappiamo

MAIOLATI SPONTINI Era distesa a letto, ancora con il pigiama addosso e segni di ematomi sul collo e all’emicostato sinistro. Il cuore aveva già smesso di battere da almeno 12 ore. Così è stata rinvenuta ieri verso mezzogiorno e mezzo una donna di 63 anni (S.P. le sue iniziali), ex operatrice socio sanitaria presso la casa di riposo del paese e già in pensione. Il macabro rinvenimento è avvenuto ieri in un’abitazione di Maiolati. Una morte dalle circostanze poco chiare che, oltre al dolore, solleva dubbi: per questo il pm Marco Pucilli ha disposto un esame autoptico.

La ricostruzione

L’allarme al 112 è scattato verso le 12,30.

Secondo le prime informazioni raccolte, sembra che a trovare la donna ormai priva di vita sia stato il figlio, che vive con lei. Sul posto sono intervenuti i sanitari della Piros di Apiro con un’ambulanza e l’équipe di medici rianimatori a bordo dell’eliambulanza, atterrata al campo sportivo di Moie. I medici sono stati poi accompagnati fino al luogo del ritrovamento da una pattuglia dei carabinieri di Moie, essendo l’abitazione in un vicolo strettissimo.

I sanitari hanno praticato il massaggio cardiaco e hanno cercato di rianimare la donna, ma purtroppo ogni tentativo è risultato inutile: il decesso era sopraggiunto già dalla sera precedente, anzi secondo una prima analisi esterna del cadavere forse addirittura da almeno 12 ore. I carabinieri hanno informato il magistrato di turno che ha raggiunto Maiolati Spontini e, raccolti gli elementi del caso, disposto il trasferimento del cadavere all’obitorio dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi, dove nelle prossime ore sarà eseguito un esame autoptico per accertare le cause del decesso e l’epoca della morte.

Soprattutto gli accertamenti anatomopatologici dovrebbero svelare se quella della 63enne sia stata una morte violenta e questo dunque, aprirebbe la strada alla ricerca del responsabile. Le indagini sono in corso e vengono condotte nel più stretto riserbo. I militari intanto hanno sentito i familiari e i vicini di casa per raccogliere informazioni. La donna era poco conosciuta a Maiolati Spontini, suo paese natale, poiché si era trasferita a vivere a Roma.

Ultimamente era tornata in Vallesina per stare accanto al figlio, diventato da poco padre. Voleva aiutarlo e godersi la gioia dell’essere diventata nonna. Anzi, una “supernonna” come si definiva con orgoglio. Chi la conosceva, ha descritto una donna determinata, grintosa, ma al tempo stesso fragile, con l’anima segnata da dolori e dallo spettro della depressione.




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