«Il fatto non costituisce reato»

CORRIDONIA Investì, uccidendola, una 84enne, l’attore Simone Riccioni assolto dall’accusa di omicidio stradale. Lo ha stabilito ieri il giudice Federico Simonelli, «il fatto non costituisce reato». Non una parola dall’avvocato di parte civile Claudio Bruno Marcolini. Di «contegno abnorme tenuto dalla vittima» ha invece parlato il difensore Federico Valori che ha poi evidenziato il «comportamento non rimproverabile» di Riccioni.
La vicenda
Il tragico incidente avvenne la sera del 15 novembre 2017 in via Piani Rossi. Riccioni era alla guida della sua Audi Q5, quella sera era in corso un violento temporale quando investì Giuseppina Tentella. L’anziana aveva quasi concluso l’attraversamento della strada quando fu sbalzata fuori dalla sede stradale. Trasportata in condizioni gravissime all’ospedale di Macerata morì il 23 gennaio del 2018. Su quanto accaduto quella tragica sera la Procura con la parte civile e la difesa arrivarono a conclusioni differenti. Per la difesa sostenuta dagli avvocati Valori e Benedetta Tommasoni, Tentella era uscita all’improvviso da casa e l’attore non avrebbe potuto evitare l’impatto. Per la parte civile, invece, Riccioni si sarebbe distratto, l’84enne aveva attraversato con i tempi di una donna di quella età e aveva quasi finito l’attraversamento. Ieri la discussione, il pm Francesca D’Arienzo ha chiesto la condanna a 2 anni, pena sospesa, il giudice ha invece assolto l’attore 37enne. «Il comportamento tenuto da Riccioni non è rimproverabile – ha commentato l’avvocato Valori -. Procedeva a circa 45 chilometri orari in una strada fuori dal centro abitato dove il limite è di 70 chilometri all’ora, come confermato dal comandante della polizia locale. Al contrario il contegno tenuto dalla vittima è stato abnorme, è uscita in ciabatte, di notte, sotto la pioggia, correndo in cerca della sua gattina, secondo l’opinione espressa dalle sue figlie. Riccioni non può essere ritenuto responsabile per il solo fatto di essersi trovato lì in quel momento. Lo dicevo dal principio, questo processo non si sarebbe dovuto aprire».




