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Il dress code per la prima della Scala, in 10 semplici ma infallibili regole

Cristina Fogazzi anche nota come Estetista Cinica con un abito lungo floreale di Bernadette alla prima della Scala.

Cristina Fogazzi, anche nota come Estetista Cinica, con un abito lungo floreale di Bernadette alla prima della Scala.

Pietro D’Aprano/Getty Images

4. Glamour sì, principesse no

Attenzione a confondere la prima della Scala con un gran ballo. «Le gonne molto voluminose non sono ideali per star sedute tanto tempo a un concerto o uno spettacolo», suggerisce Elisa Motterle. Restano però approvatissimi i lustrini e le paillettes.

5. Non mettiamoci comodi (le sneakers sono bocciate)

Nel dubbio, le sneakers possono essere lasciate a casa senza indugio: non c’è scusa che tenga l’idea di voler sdrammatizzare un completo elegante con un paio di scarpe da ginnastica. Come ci ricorda la fondatrice di Italian Etiquette Society, il mondo della musica classica è conservatore: di nuovo, ben venga rispettare il contesto.

6. I gioielli per lui

Orologio, fede nuziale (se sposato) e gemelli: con questi gioielli, alla prima della Scala l’uomo non sbaglia. «Ben venga sfoggiare dei bei gemelli, e preziosi anche», invita Elisa Motterle. Smartwatch e orologi digitali, anche se di griffe costose, non si sposano bene con il contesto: «Meglio un orologio da polso con quadrante piatto e cinturino di pelle».

L'toile Nicoletta Manni alla prima della Scala 2023.

L’étoile Nicoletta Manni alla prima della Scala 2023.

Pietro D’Aprano/Getty Images

7. L’«artiglieria pesante» per lei

E i gioielli per le signore? Veri o finti che siano – «vanno benissimo anche i bijoux», rassicura l’esperta – purché siano gioielli da sera, vistosi e pronti a rubare la scena (da non confondersi con tiare e sfarzo da banchetto di Stato). «Anche solo due pezzi importanti andranno benissimo, come un anello e una spilla, o un anello e un collier». Conditio sine qua non: togliere tutto il resto, a cominciare dal braccialetto o l’anellino che si è solite indossare quotidianamente.

8. Quale soprabito lascio al guardaroba?

La regola vale per gli uomini come per le donne: l’ideale sarebbe avere nel proprio guardaroba un capospalla che vada bene per gli abiti da sera. «Che non ci si presenti alla Scala con i piumini. Il mantello da sera è caldamente consigliato alle donne, e può essere di velluto o in taffetà. No ai cappotti daily e no alle pellicce da giorno (quelle marroni, per intenderci!): vintage o sintetiche, purché siano quelle da sera».

9. E il dress code per i più piccoli?

Secondo l’esperta, la prima della Scala può essere un’ottima occasione per i ragazzini, perché possano cominciare ad apprendere ciò che ricorda la celebre locuzione latina «est modus in rebus», ovvero «esiste una misura nelle cose». «Con tutte le licenze concesse alla loro giovane età, il dress code della Scala va rispettato – ribadisce Elisa Motterle. – Non mi aspetto un quattordicenne in smoking, ma sicuramente con pantaloni chino, camicia bianca, giacca blu e mocassini. Per le ragazzine, invece, consiglio un vestito in velluto, meno glamour e un po’ più in stile collegiale».

10. La personalità (comunque) non mente

«Per sentirsi a proprio agio in ciò che si indossa, è importante restare sempre fedeli al proprio stile. Senza sacrificare la propria personalità», conclude l’esperta. Si prendano ad esempio i personaggi noti. Iris Apfel, che è stata un’icona centenaria, ha sempre mantenuto la propria linea un po’ eclettica, traducendola a perfezione anche in contesti formali e più conservatori. Johnny Depp, invece, sarebbe capace di portare il proprio stile anche alla Scala. Come? Senza rinunciare a collanine e ciondolini vari ed eventuali: chiamasi, d’altronde, personalità.


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