Il dispositivo AI di OpenAI e Jony Ive slitta al 2027: cambierà nome
Il primo dispositivo hardware di OpenAI progettato da Jony Ive dovrà attendere più del previsto. Un nuovo documento legale sposta infatti la data di arrivo in commercio ad almeno febbraio 2027.
Oltre allo slittamento, emerge anche un altro cambio di rotta: il dispositivo non userà più il nome io, al centro di una disputa su marchi registrati che ha coinvolto una startup di apparecchi acustici.
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Che cosa sappiamo del dispositivo AI di OpenAI e Jony Ive
OpenAI ha accennato per la prima volta al suo dispositivo di intelligenza artificiale dedicato a maggio dello scorso anno, con un breve video che parlava di un concetto del tutto nuovo di hardware AI.
L’azienda non ha chiarito il form factor né le funzioni precise, limitandosi a promettere un approccio diverso rispetto ai dispositivi già in circolazione. Tra le ipotesi circolate, alcune fonti hanno suggerito un oggetto simile a una penna, ma senza alcuna conferma ufficiale.
Il progetto coinvolge direttamente Jony Ive, storico responsabile del design in Apple, e nel tempo ha attirato altre figure provenienti da Cupertino, che la società ha assunto per spingere lo sviluppo verso il lancio.
Dallo slittamento iniziale alla nuova data del 2027
Già verso la fine dello scorso anno erano emerse indicazioni su un ritardo del progetto, legato a tre problemi fondamentali che il team non era ancora riuscito a risolvere. Nonostante questo, a novembre risultava comunque pronto almeno un prototipo funzionante.
Successivamente, OpenAI aveva rassicurato indicando come obiettivo il lancio nella seconda metà di quest’anno, segnale di un apparente recupero sulla tabella di marcia. Le cose però sono cambiate di nuovo con l’ultimo documento depositato in tribunale.
Secondo quanto riportato da Wired, nella documentazione la società dichiara che il primo dispositivo hardware non verrà spedito ai clienti prima della fine di febbraio 2027. Si tratta quindi di uno spostamento consistente, che rimanda di anni l’arrivo sul mercato di questo prodotto.

Addio al nome io dopo la disputa sui marchi
In origine il dispositivo avrebbe dovuto chiamarsi io, un nome che OpenAI aveva iniziato a utilizzare fin dalle prime comunicazioni sul progetto.
La scelta però ha immediatamente generato una contestazione da parte di una startup di apparecchi acustici chiamata iYo.
All’epoca, un portavoce di Jony Ive aveva definito il reclamo «del tutto infondato» e promesso che l’azienda l’avrebbe contrastato in modo deciso. Nonostante questa posizione, la situazione si è evoluta in modo diverso rispetto alle aspettative iniziali.
Dopo aver perso un ricorso alla fine dello scorso anno, OpenAI sembrava intenzionata a proseguire nella battaglia legale, ma nel nuovo documento il quadro cambia: la società comunica di aver rivisto la propria strategia di denominazione dei prodotti e di aver deciso di non utilizzare più il nome “io”, né le varianti “IYO” o altre capitalizzazioni simili.
Un progetto che resta avvolto nel riserbo
Nel documento, Peter Welinder, vicepresidente e direttore generale di OpenAI, conferma in modo esplicito la rinuncia al marchio legato a io, segnando la chiusura di questo capitolo sul fronte branding.
Nonostante gli anni di lavoro e l’attenzione generata dalla presenza di Jony Ive e Sam Altman, il progetto rimane ancora molto opaco nei dettagli: non emergono nuove informazioni su funzioni, interfaccia o integrazione con i servizi di OpenAI.
A questo punto, tra una data di lancio spostata almeno al 2027 e la necessità di trovare un nuovo nome commerciale, il dispositivo AI di OpenAI entra in una fase più lunga e complessa del previsto. Se e come riuscirà a ritagliarsi spazio in un mercato che nel frattempo continua a muoversi lo diranno solo l’anno prossimo, quando questo oggetto oggi ancora misterioso uscirà (in teoria) finalmente dai documenti legali per arrivare nelle mani degli utenti.
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