Il difficile rapporto con le donne del Professore – Il Tempo

Il video trasmesso da Quarta Repubblica lunedì sera ha mostrato in tutta evidenza che l’ex premier e fondatore del Pd Romano Prodi – oltre a deridere con vocina infantile e aria condiscendente Lavinia Orefici, inviata del programma di Nicola Porro – si è spinto a tirarle una ciocca di capelli reagendo scompostamente a una sua domanda garbata sul manifesto di Ventotene.
Nel silenzio pressoché generale dei dem in merito alla condotta di Prodi nei confronti di una valente giornalista che stava semplicemente facendo il proprio mestiere, in molti si sono chiesti cosa sarebbe successo se a comportarsi allo stesso modo con una donna, magari di sinistra, fosse stato un uomo di destra. Senz’altro le stesse persone che ora tacciono avrebbero gridato al sessismo, al patriarcato o al fascismo, accusa che in certi ambienti di questi tempi come il blu sta bene su tutto, fa fine e non impegna.
Pure, le esponenti democratiche ora silenti si fecero sentire eccome contro Prodi nel 2006, quando questi incaricò tredici personalità del mondo politico e culturale italiano di scrivere il manifesto del Pd scegliendo soltanto uomini. Messo alle strette dalle proteste delle associazioni, si convinse poi a inserire fra le tredici suddette personalità anche degli esponenti di sesso femminile, designandone tuttavia soltanto tre.
E sempre le donne protestarono a gran voce quando, nel 2007, fra i 49 membri del comitato promotore del Pd (partito di cui Romano sarebbe divenuto presidente nell’ottobre di quell’anno), la rappresentanza femminile era ancora una volta in netta minoranza, così come quella dei giovani.
Emblematico poi che, nel Pd fondato dal padre nobile della sinistra Prodi, per avere una segretaria si siano dovuti attendere sedici anni, e che costantemente, a ogni tornata elettorale le esponenti dem lamentino l’esiguo spazio destinato alle donne nell’ambito delle candidature e in ultima analisi nelle istituzioni. Ancor più emblematico il fatto che invece, nella vituperata destra, Fratelli d’Italia nato nel 2012 abbia fin dal 2014 una donna al comando – Giorgia Meloni – poi divenuta addirittura presidente del Consiglio.
Immaginatevi poi se Meloni o un qualsiasi esponente di destra avesse dichiarato al Corriere della Sera: «Sono contrario al riconoscimento delle nozze tra gay e credo inoltre sia sbagliato utilizzare termini come “famiglia” e “matrimonio” nei rapporti tra persone dello stesso sesso». Paginate di giornali italiani e internazionali, decine di puntate dei salottini tv «buoni», piagnistei dei dem. E invece lo disse proprio Romano Prodi. Come per il caso Orefici, nel silenzio degli indignati di sinistra.
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