Il “corvo” di Cessaniti, “no” al patteggiamento per l’ex sindaco Mazzeo
L’udienza preliminare a carico dell’ex sindaco di Cessaniti, Francesco Mazzeo, ieri ha segnato un passaggio decisivo dopo mesi di rinvii e battute d’arresto.
Rigettata la richiesta di patteggiamento
Il procedimento penale incardinato davanti al gup Luca Bertola del Tribunale di Vibo, inizialmente era stato orientato verso il patteggiamento. Accusa e difesa avevano infatti concordato una pena di 2 anni per l’ex sindaco. Tuttavia, il giudice ha rigettato la richiesta ritenendo la pena non congrua, rispetto alla gravità e al numero delle contestazioni mosse all’imputato. Decisione che ha cambiato l’assetto dell’udienza e costretto la difesa a ricalibrare la propria strategia: l’avv.Antonello Fuscà, difensore di Mazzeo, ha infatti avanzato istanza di rito abbreviato. Mancava però la procura speciale firmata dall’assistito, circostanza che ha indotto il gup a disporre una sospensione di un’ora per consentire al legale di convocare in aula l’assistito. Al rientro però l’avv. Fuscà ha riferito di aver incontrato difficoltà nel conferire con Mazzeo (impegnato sul luogo di lavoro), chiedendo dunque un breve differimento; richiesta che ha suscitato “contestazioni” in aula da parte di alcune parti offese, che hanno sostenuto di aver visto l’imputato parlare col suo difensore poco prima.
Si procederà con il rito abbreviato il 16 aprile
Ma, malgrado le “obiezioni”, il giudice per garantire il pieno esercizio del diritto di difesa, ha disposto la sospensione dell’udienza, rinviando tutto a giovedì prossimo. Udienza che celebrerà il rito abbreviato ed aprirà così la discussione. Alcuni avvocati delle parti offese non si sono opposti, altri si sono rimessi alla decisione del gup. Inoltre, nel corso dell’udienza sono state ammesse tutte le parti civili costituite, un numero significativo che riflette l’ampiezza del “caso”: 28 persone offese, e molte anche ieri presenti in aula.
La decisione del gup ha di fatto sbloccato un procedimento caratterizzato da numerosi stop: le precedenti udienze erano saltate per la mancanza di un gup, ad eccezione della prima, perché il 3 luglio 2025 era stata rinviata per difetti di notifica a 3 parti offese. L’ex sindaco di Cessaniti è accusato di essere il presunto autore di una serie di lettere anonime inoltrate a rappresentanti delle istituzioni, professionisti, sacerdoti, carabinieri e privati cittadini. La Procura di Vibo ha formulato 12 capi d’imputazione, tra cui calunnia aggravata, sostituzione di persona, diffamazione, violazione di sigilli e violazione della pubblica custodia di cose. Un quadro accusatorio complesso, legato ad un periodo ai tempi definito “di oscurantismo”, tanto da attirare l’attenzione anche della stampa nazionale, oltre ad attivare un presidio fisso del contingente militare dell’Esercito. Dunque, giovedì prossimo il procedimento entrerà nel vivo.
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