Il conto salato dei cicloni in Calabria: terreni sott’acqua e filiere produttive in crisi
Non è soltanto acqua quella che ha invaso la Calabria: è ricchezza che si disperde, lavoro che si ferma, futuro che arretra. Il maltempo, ancora una volta, ha colpito il cuore produttivo della regione trasformando campi in distese fangose e aziende agricole in presidi di emergenza. Ma il conto più pesante non si misura solo in ettari sommersi o in argini crollati: si misura in fatturati azzerati, contratti a rischio, filiere spezzate. Dopo il passaggio del ciclone Harry e la nuova ondata che ha investito con particolare violenza la valle del Crati – da Tarsia a Santa Sofia d’Epiro, fino a Corigliano-Rossano e alla Piana di Sibari – la Calabria non sta semplicemente contando i danni: sta facendo i conti con una frattura economica profonda.
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