Sardegna

Il Consorzio di bonifica compra una nuova draga per mettere in salvo gli stagni della provincia di Oristano

Oristano

Partita anche la pulizia dei canali. Intervento per rimuovere il giacinto d’acqua

Una draga per salvare i compendi ittici della provincia di Oristano. L’ha acquistata il Consorzio di Bonifica e presto verrà messa in funzione. La macchina per l’escavazione subacquea dei fondali degli stagni è stata consegnata nei giorni scorsi e ora la si sta collaudando nella vasca di Tanca Molino, a Fenosu.

Gli interventi di dragaggio verranno programmati a Corru s’Ittiri, Corru Mannu, S’Ena Arrubia, nello stagno di Cabras e a Is Benas.

“L’acquisto della draga ha richiesto un intervento economico tra i 250.000 e i 300.000 euro”, ha spiegato il presidente del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese, Carlo Corrias. “Oltre agli escavatori, nei compendi ittici serve utilizzare anche questo macchinario, per  ristabilire le batimetrie naturali”.

“A breve”, ha aggiunto Corrias, “incontreremo le cooperative che gestiscono i compendi. Illustreremo il cronoprogramma dei lavori, che verranno via via autorizzati dalla Regione”.

Consorzio di bonifica di Oristano

Il presidente del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese, Carlo Corrias

Il Consorzio di Bonifica, che conta circa 200 dipendenti, è impegnato anche nella messa in sicurezza dei canali. “In particolare”, ha evidenziato il presidente dell’ente consortile, “stiamo intervenendo con le manutenzioni nel canale San Giovanni, che arriva fino al porto di Oristano-Santa Giusta, e sul canale Manca, a Terralba. E a breve, grazie a una convenzione stipulata con la Provincia, avvieremo pure le opere di rimozione del giacinto d’acqua, lungo il canale San Giovanni”.

“Per proteggere il nostro fragile territorio è fondamentale garantire l’efficienza delle idrovore e dei 2.000 chilometri di canali di colo”, ha detto ancora Corrias. “Non si può pensare di prevedere quegli interventi spot che si facevano in passato, ormai le manutenzioni sono continue, a rotazione. Interveniamo dando priorità alle zone intorno ai centri abitati. Anche un piccolo corpo idrico, se va in crisi la capacità di deflusso, può creare danni notevoli”.

Domenica, 18 ottobre 2026

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