Marche

il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di San Benedetto


SAN BENEDETTO Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal Comune contro il progetto avanzato dall’associazione di produttori Pro Marche Società Cooperativa Agricola per Azioni che aveva chiesto la realizzazione di un impianto di stoccaggio a bassa temperatura e movimentazione degli ortaggi surgelati.

La torre

L’amministrazione comunale aveva bocciato l’intervento della torre di 30 metri da realizzare al confine con la Sentina. Da qui il ricorso presentato lo scorso anno dalla Pro Marche che era stato accolto dal Tar che annullò la delibera in quanto in difetto sulle motivazioni apportate. Sentenza poi impugnata dal Comune di fronte al Consiglio di Stato, che oggi ha dato ragione all’ente ribadendo come il consiglio comunale sia sovrano in materia di urbanistica.

Il dispositivo

Nel dispositivo si legge: «Non c’è necessità di una motivazione puntuale e mirata. La decisione urbanistica è intrinsecamente una scelta politico-amministrativa discrezionale dell’assise volta a comporre interessi pubblici e privati molteplici». Inoltre nella sentenza viene specificato come analoghe proposte di variante fossero state respinte, tenendo conto anche della revisione del Piano regolatore generale in corso da alcuni mesi. Riconoscendo quindi grande discrezionalità all’amministrazione in materia di assetto del territorio. Procedimento conclusosi con la condanna di Pro Marche a sostenere le spese del doppio grado di giudizio che si liquidano complessivamente in 8mila euro.

Anche l’ex sindaco Spazzafumo ha brindato a questo risultato, nonostante lui si fosse astenuto in assise davanti a tale documento. Una sentenza che nasce dalla battaglia portata avanti in primis dall’ex consigliera Annalisa Marchegiani che subito sottolineò come quella delibera doveva essere stoppata, tanto che costò la testa anche dell’ex assessore Bruno Gabrielli. «Il Consiglio di Stato conferma quanto io ho sempre sostenuto – afferma Marchegiani -ovvero la sovranità del Consiglio e tale pronunciamento mette fine anche alle transizioni che si è cercato di portare avanti». Dai banchi dell’ex maggioranza anche l’ex consigliere Gino Micozzi si era opposto a tale progetto contro tutto e contro tutti, attraverso interventi in assise dove sottolineò la prossimità dell’eventuale torre da 30 metri con la riserva naturale della Sentina e soprattutto come tale provvedimento avrebbe creato un precedente a cui si sarebbero rifatte altre imprese.




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