il Consiglio del Cibo di Roma cresce e punta al “Piano condiviso”
Non è solo un organo consultivo, ma un laboratorio di partecipazione che non ha eguali a livello internazionale. Il rinnovo del Consiglio del Cibo, avvenuto come previsto dal regolamento del 2023, certifica che il dialogo tra amministrazione e società civile sui temi dell’alimentazione è più vivo che mai.
Una “squadra” eterogenea per la città
La forza del Consiglio risiede nella varietà dei suoi componenti. Tra i 200 iscritti figurano:
Settore Produttivo: Realtà agricole, reti d’impresa e operatori dei mercati rionali e contadini.
Mondo Accademico: Università ed enti di ricerca specializzati in agrifood.
Cittadinanza Attiva: Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), poli civici e associazioni.
Sociale: Sindacati e realtà impegnate nel contrasto alla povertà alimentare.
Gli obiettivi: Mense, Prossimità e Lotta allo spreco
L’Assessora Sabrina Alfonsi ha tracciato il bilancio del primo biennio, ringraziando il presidente uscente Fabio Ciconte per il lavoro svolto su temi critici come le mense scolastiche.
La sfida per il futuro è chiara: integrare la politica del cibo di Roma con quella della Città Metropolitana per valorizzare le filiere corte e garantire cibo di qualità accessibile a tutti i cittadini.
«Il nostro obiettivo — ha sottolineato Alfonsi — è arrivare a un piano del cibo condiviso per la città entro la fine della consiliatura».
Prossima tappa: l’elezione della Presidenza
Il nuovo Consiglio si insedierà ufficialmente il prossimo 4 febbraio 2026. In quella sede, i rappresentanti voteranno per eleggere il nuovo Presidente e i coordinatori dei tavoli tematici.
Come ricordato da Giammarco Palmieri (Commissione Ambiente), l’esperienza romana è guardata con interesse a livello mondiale per la sua capacità di includere non solo i membri con diritto di voto, ma anche istituzioni di ogni livello.
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