Il comunicato del Cdr di Repubblica
ROMA – Il Comitato di redazione di Repubblica, le fiduciarie e i fiduciari dei settori esprimono la loro piena solidarietà alla rappresentanza sindacale e alle colleghe e colleghi del Sole 24 Ore. Quello che sta avvenendo nel loro giornale dovrebbe preoccupare profondamente chiunque abbia a cuore il buon funzionamento dei quotidiani, del mondo dell’informazione in generale e, allargando lo sguardo, il rispetto dei diritti e della democrazia sui luoghi di lavoro. Il potente di turno – in questo caso la presidente del Consiglio – che ancora una volta delegittima i giornalisti che cercano le notizie per concordare l’intervistatrice evidentemente più comoda, collaboratrice esterna.
Direttori di testate già sfiduciati che ritengono ammissibile tutto questo e anzi, di fronte alle rimostranze di un intero corpo redazionale, optano per una seconda e gravissima delegittimazione: quella del Cdr e dello sciopero. Editori che, come ormai da prassi, privilegiano il pugno duro rispetto all’ascolto di chi ogni giorno materializza un prodotto di qualità.
Notiamo quindi con sempre maggiore inquietudine come anche nel nostro settore stiano saltando le regole del rispetto reciproco dei ruoli e delle prerogative di ognuno: vedere un giornale che va comunque in edicola grazie all’aggiramento dello sciopero da parte di sole cinque persone – “giornalisti” come noi – è uno schiaffo alla categoria ma anche alle lettrici e ai lettori. In gioco c’è molto di più di una protesta sindacale ma la possibilità di tutte e tutti noi di far sentire la nostra voce, di essere insomma cittadine e cittadini e non dei sudditi di qualcuno. Un giornalismo di sudditi non serve alla società, ma solo a chi detiene il potere.
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