il Comune investe sulle attività extrascolastiche

Il Comune di Perugia investe sulle attività extrascolastiche con un progetto sperimentale dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Si tratta di “Scuole aperte”, iniziativa che si inserisce nelle linee programmatiche di mandato 2024/2029 e risponde in modo concreto alla necessità di contrastare la povertà educativa e ridurre le disuguaglianze, soprattutto nei contesti dove l’offerta delle attività extrascolastiche è più fragile o assente.
Il progetto “Scuole aperte” si integra con i nuovi GET, gruppi educativi territoriali, un ulteriore intervento strutturato del Comune di Perugia promosso e coordinato dall’assessora alle politiche Sociali, Costanza Spera, che punta a potenziare le attività educative, sociali, di prevenzione e di sostegno rivolte ai minori e alle famiglie del territorio.
“Scuole aperte”: il progetto
Il progetto sperimentale prevede l’attivazione, negli spazi scolastici e oltre l’orario curricolare, di attività di supporto allo studio, proposte sportive, laboratori musicali, artistici ed espressivi, nonché percorsi di inclusione e socializzazione, con l’obiettivo di ampliare l’offerta educativa, rafforzare il legame scuola-territorio e coinvolgere attivamente le famiglie.
È rivolto ai bambini delle scuole primarie e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e si concentra, in questa fase sperimentale, sugli istituti comprensivi Perugia 1, Perugia 2, Perugia 3 e Perugia 5, realtà in cui non risultano già attive misure strutturate di contrasto alla povertà educativa in orario extrascolastico.
Il Comune sosterrà il progetto con un contributo economico pari a 7.500 euro per ciascun istituto comprensivo aderente, da destinare a interventi coerenti con il piano dell’offerta formativa e da svolgersi in orario extrascolastico.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessora all’istruzione Francesca Tizi che definisce il progetto un’opportunità concreta per “sostenere le famiglie, sempre più numerose, che fanno fatica a conciliare tempi di vita e lavoro e offrire opportunità educative fondamentali a bambini e ragazzi che rischiano di restarne esclusi”. Secondo Tizi, infatti, “tenere le scuole aperte per svolgere attività extrascolastiche significa valorizzarle come poli civici e culturali, accessibili e radicati nei quartieri. Non parliamo solo di didattica, ma di presìdi sociali capaci di offrire opportunità, sicurezza e relazioni, soprattutto dove mancano altri servizi”.
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