«Il Comune dica sì alla rottamazione»
PESARO La legge di bilancio 2026 ha spalancato nuove porte per il Comune di Pesaro, introducendo la rottamazione quinquies, una misura che conferisce ai Comuni la facoltà di stralciare interessi di mora, aggio e sanzioni sulle somme dovute. In questo contesto, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, tra cui Cristina Natalia Canciani, Michele Redaelli, Serena Boresta, Daniele Malandrino e Giovanni Corsini, hanno presentato una mozione urgente chiedendo l’adozione immediata di un regolamento che consenta l’applicazione di questo strumento e di massimizzare le entrate tributarie del Comune.
Nel dettaglio
«Si tratta di un’opportunità concreta per cittadini, famiglie e imprese che stanno vivendo una fase di difficoltà economica – spiegano i consiglieri -. La definizione agevolata dei tributi comunali è uno strumento di equità fiscale e di sostegno sociale, ma anche un modo efficace per consentire al Comune di recuperare risorse reali, trasformando crediti di difficile riscossione in entrate utili al bilancio dell’ente».
I consiglieri evidenziano l’importanza di questo strumento anche come mezzo per trasformare crediti di difficile riscossione in entrate effettive per l’ente: «Non è un condono generalizzato, ma uno strumento straordinario e mirato per favorire il recupero dei crediti e ridurre il carico amministrativo degli uffici, incentivando al tempo stesso l’adempimento spontaneo dei contribuenti in temporanea difficoltà». La rottamazione quinquies si propone come un’opportunità concreta per il recupero di risorse preziose per le casse comunali. La definizione agevolata può riguardare vari tipi di entrate comunali, inclusi Imu, Tari, Canone unico patrimoniale, oneri di urbanizzazione, tariffe dei servizi pubblici locali (come mense scolastiche e asili nido) e sanzioni amministrative, comprese le multe per violazioni al Codice della strada quando la gestione è in capo al Comune.
«Per queste entrate è possibile prevedere la riduzione parziale o totale di interessi e sanzioni – spiegano i consiglieri comunali -. La normativa consente inoltre di regolarizzare anche posizioni non ancora accertate, con una significativa riduzione del contenzioso. Elemento centrale dell’applicazione della misura è il regolamento comunale, che deve essere approvato dal consiglio e pubblicato sul sito istituzionale». Dalle tabelle allegate si può stimare approssimativamente a quanto potrebbe ammontare il tesoretto a favore del bilancio dell’amministrazione.
La normativa
Ovviamente si tratta di dati che non tengono conto della realistica esigibilità e riferiti ad un quinquennio, ma con oltre 26 milioni di euro di crediti non riscossi tra Imu e Tari, e percentuali di recupero storicamente molto basse, l’Amministrazione comunale si trova di fronte a una sfida importante e ad una opportunità concreta. La nuova normativa governativa potrebbe rappresentare lo strumento giusto per sbloccare una situazione che si trascina da anni e fornire un significativo sostegno finanziario all’ente locale, migliorando al contempo l’equità fiscale: «È fondamentale che il Comune si attivi con rapidità per adottare il regolamento e mettere a disposizione questo strumento», concludono i firmatari.




