Lazio

il clan Senese è mafia. Roma non dimentica

La Corte di Cassazione ha messo il sigillo definitivo su uno dei capitoli più oscuri della criminalità romana: il clan Senese è ufficialmente un’associazione mafiosa.

La sentenza del processo “Affari di famiglia” conferma quello che da anni gli investigatori sostenevano: la Capitale ha un suo “cuore mafioso” radicato e potente.

La Cassazione parla chiaro

Dopo mesi di attesa, i giudici di Piazza Cavour hanno sciolto ogni dubbio sulla natura criminale del clan: Il clan Senese, guidato da Michele “o pazzo”, non è solo violento, ma organizzato come una vera macchina da guerra criminale, capace di controllare quartieri interi con estorsioni e intimidazioni.

Otto ricorsi respinti, tra cui quelli della moglie Raffaella Gaglione e del fratello Angelo: ora le condanne sono definitive. Michele Senese e il figlio Vincenzo dovranno affrontare ora un nuovo processo solo per ridefinire la pena, senza mettere in discussione la loro colpevolezza.

Il “business” criminale dei Senese

L’inchiesta “Affari di famiglia” ha messo in luce la sofisticata rete del clan:

  • Economia mafiosa: Usura, estorsioni e società di comodo per riciclare denaro sporco.

  • Potere e prestigio: Il clan, pur nato come emanazione della Camorra napoletana, ha costruito un impero autonomo sul territorio laziale, trasformando interi quartieri in un hub di illegalità.

La reazione della società civile

Giampiero Cioffredi, presidente di Libera Lazio, ha commentato la sentenza con parole di speranza: “Il riconoscimento della natura mafiosa è un punto fermo. La lotta continua nella società e nella cultura della legalità.”

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