Calabria

Il Catanzaro chiamato a invertire la tendenza

Il dato che più stona della sconfitta di Cesena non è stata la sconfitta in sé, ma gli altri tre gol sulla schiena. In linea di principio possono starci anche quelli, però se si inquadrano nella più ampia cornice delle ultime sei partite un piccolo campanello d’allarme non può non suonare: nel mese che va dal 21 febbraio al 21 marzo il Catanzaro ha incassato 12 reti, cioè due per ogni gara, macchiando la media avuta fin lì. È quasi un terzo del bilancio complessivo (38 centri al passivo), che tuttavia va spalmato su 31 incontri, più o meno quattro quinti del campionato (media di 1,2). Quindi se c’è un aspetto su cui lavorare più di altri in questo scorcio finale della stagione regolare è proprio la tenuta della difesa, non fosse altro perché non sempre si riesce a segnare un gol in più degli avversari, come infatti non è successo a Cesena.

L’ultima volta in cui Pigliacelli non ha raccolto nemmeno un pallone dalla sua porta è stato contro il Mantova, il 14 febbraio, peraltro il terzo “clean sheet” consecutivo dopo le vittorie contro Reggiana e Pescara (sempre 2-0) e il quarto su cinque partite contando la sfida interna con la Sampdoria. Dopodiché il Catanzaro ha concesso un gol all’Entella regalandolo con un disimpegno un po’ leggero al limite dell’area, e poco dopo aver raddoppiato, ne ha beccati due in rimonta dal Frosinone (ma in quel caso le qualità dei laziali non si discutono), soprattutto ne ha subiti tre dalla Carrarese rischiando di perdere una gara controllata per quasi tutto il primo tempo e poi riacciuffata in extremis, altri due dall’Empoli, uno dal Padova in pieno recupero e per un tiro da fuori e, appunto, i tre di Cesena.
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