il caso dei due asili nido

SAN PIETRO VERNOTICO – Il clima politico a San Pietro Vernotico si fa teso attorno al destino della scuola Rodari e alla gestione dei progetti legati al Pnrr. Il gruppo consiliare di opposizione “Insieme per Rizzo sindaco” ha sollevato interrogativi sulla trasparenza dell’attuale amministrazione, segnalando la mancata consegna della documentazione necessaria durante le sedute consiliari. Al centro della disputa vi è la decisione di realizzare un nuovo asilo nido al piano terra del plesso di viale Degli Studi, nonostante sia già previsto un intervento simile presso l’ex Biblioteca.
Secondo quanto riportato dai consiglieri di minoranza, anche durante il consiglio comunale svoltosi martedì 30 dicembre, l’attuale amministrazione ha richiesto un contributo di oltre 800.000 euro per convertire il piano terra della scuola Rodari in asilo nido. Questa mossa si sovrapporrebbe a un progetto già appaltato nel 2023 per la creazione di un nido nell’ex Biblioteca, del valore di oltre 2 milioni di euro.
La preoccupazione principale riguarda i tempi di esecuzione: sebbene la sindaca abbia firmato ad agosto un disciplinare che prevedeva l’inizio dei lavori entro ottobre, a oggi non esisterebbe ancora un progetto esecutivo. Il rischio concreto è il mancato rispetto della scadenza del 30 giugno 2026, termine entro il quale le opere Pnrr devono essere collaudate e chiuse.
Il trasferimento di parte delle attività scolastiche solleva dubbi logistici e pedagogici non trascurabili. L’opposizione ha formulato una serie di domande pubbliche per fare luce sull’impatto che i lavori avranno sulla comunità. Spostamento degli alunni: dove verranno trasferiti i bambini della primaria e dell’infanzia durante il cantiere? Continuità didattica: le classi del comprensivo “Valesium” perderanno definitivamente i loro spazi al piano terra? Le famiglie saranno costrette a cambiare istituto o a spostarsi in altre zone del paese per accompagnare i figli? Sicurezza e coesistenza: la normativa vigente consente la convivenza di un asilo nido gestito da privati e una scuola primaria statale nella stessa struttura, con spazi comuni?
Oltre ai dubbi tecnici, emerge una critica alla strategia di pianificazione. In un contesto di calo demografico, i consiglieri si chiedono se abbia senso raddoppiare il numero di aule per asili nido a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, ignorando la presenza di strutture private già attive sul territorio.
Il gruppo “Insieme per Rizzo Sindaco” rivendica i risultati della precedente amministrazione (2018-2023), citando la ristrutturazione della Scuola De Gasperi e la riapertura della Dante Alighieri come esempi di una visione che mirava ad ampliare gli spazi, anziché ridurli.
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