Marche

Il Cascone di Valentino, poi il murale e il Palio: ecco l’alfabeto di Affidopoli

A come AFFIDI

La prima lettera dell’alfabeto, ma anche l’Alfa di tutte le inchieste, perlomeno recenti, che vedono Pesaro coinvolta. Gli affidi stanno per gli incarichi che il Comune di Pesaro assegnava direttamente senza andare a bando. La legge lo consente fino a determinati importi, ma secondo la Procura l’Amministrazione l’avrebbe fatto sistematicamente e in maniera abbastanza disinvolta, favorendo in particolare due associazioni culturali, Opera Maestra e Stella Polare, nell’ottenimento di incarichi senza passare per gare d’appalto, sfruttando appunto la modalità dell’affidamento diretto sotto soglia. Un sistema ritenuto illecito che ha riguardato numerosi eventi e servizi a cavallo tra il 2020 e il 2024 sotto la giunta guidata dal sindaco dem Matteo Ricci.

 

B come BRACIERI

All’inizio fu il Palio dei Bracieri, da un’idea di Massimiliano Santini, il creator dell’allora sindaco Ricci. Ed è stato subito successo. Un’idea basica ma che funziona: far correre le squadre (contrade) nel fossato della Rocca portando un braciere acceso. Peccato che anche la giocosità del Palio sia inciampata nel caso affidi. E non solo per i dubbi sollevati nella gestione dei fondi e degli sponsor. Santini ha registrato il marchio “Palio dei Bracieri” e il Comune non può più utilizzarlo. E’ finita che nelle ultime due edizioni i “Bracieri” si sono persi per strada, si corre col “focone” e la gara è diventata “Palio di Pesaro”. Quanto all’organizzazione il Comune quest’anno l’ha messa a bando, lanciando la co-progettazione tra associazioni: durata triennale, 45mila euro e, soprattutto, patti chiari.

 

C come CASCONE

Il “Cascone” è l’installazione artistica gigante, alta 6 metri e larga 4, che riproduce il casco Agv di Valentino Rossi, in piazzale D’Annunzio. I turisti e gli appassionati tuttora “selfiano” con gusto ma l’opera ancora prima di essere inaugurata nell’estate del 2022 ha ballato la zumba delle polemiche. E si balla ancora perchè quella del “Cascone” è anche la madre di tutte le determine anomale che hanno inguaiato i dirigenti comunali. L’inchiesta sugli affidi facili ha avuto origine proprio da accertamenti legati all’omaggio al campione di Tavullia. In sostanza l’atto riportava la cifra di 53mila euro per la manutenzione del verde, manutenzione affidata all’associazione Opera Maestra ma che non sarebbe mai stata eseguita, con i fondi dirottati altrove. Indovinate dove?

 

D come DETERMINA

Sono decine di atti amministrativi firmati dai dirigenti del Comune di Pesaro a cavallo tra il 2020 e il 2024 passati al vaglio degli inquirenti. Si tratta di affidamenti diretti di lavori, servizi o incarichi, per un valore complessivo superiore a mezzo milione di euro.

 

E come ESPOSTO

Stefano Esposto, sodale di Massimiliano Santini, è il presidente delle associazioni culturali Opera Maestra e Stella Polare, create ad hoc per sfruttare il meccanismo degli affidi diretti. Insieme a Santini è stato tra i primi indagati ed è considerato tra le figure centrali dell’inchiesta. A livello legale la coppia Santini-Esposto ha sempre proceduto appaiata con la stessa pianificazione difensiva, quella del silenzio, finchè la scorsa estate Santini ha cambiato avvocato e strategia, diventando un fiume in piena e lasciando apparentemente isolato l’amico. O forse ex?

 

F come FEDELISSIMI

Alias il trio Franco Arceci, Massimiliano Amadori e Marcello Ciamaglia. L’inchiesta sul caso affidi ha colpito tutti i fidatissimi di Matteo Ricci da lungo corso con ipotesi di reato che vanno dalla corruzione al peculato. Franco Arceci e Massimiliano Amadori hanno ricoperto l’incarico di capo di gabinetto passandosi il testimone, mentre Ciamaglia si può considerare come lo spin doctor dell’ex primo cittadino. Un ruolo dietro le quinte ma comunque strategico essendo stato lo storico capo ufficio stampa che ha seguito l’europarlamentare quando da Presidente della Provincia è diventato sindaco.

 

G come GIUSTOGUSTO

E’ la società di catering che si è occupata della maxi cena elettorale del 12 aprile 2024 all’ex quartiere fieristico di Campanara a cui hanno partecipato oltre 1600 commensali. La società non è coinvolta nell’inchiesta ma compare nella fase 2, quella con i nuovi indagati per peculato. In sostanza alla Giustogusto dovevano essere pagati 5mila euro. L’escamotage è stato trovato successivamente, nel ricevimento di giugno a Villa Imperiale per l’artista Marina Abramovic (ugualmente non coinvolta), super ospite di Pesaro 2024, facendo figurare numero maggiore di invitati, 120 invece di 80, per gonfiare le spese in modo da poter includere, almeno in parte, anche i costi della serata di Campanara.

 

H come HARD DISK

Non di soli interrogatori o documenti vive un’inchiesta. Ma anche di mole di dati informativi da analizzare. Dopo i sequestri di pc e cellulari il perito della procura ha messo le mani su hard disk, chat, posta elettronica, dati telefonici, messaggeria, comunicazioni per un totale di circa 13 terabyite di materiale informatico, ovvero 13mila gigabyte, 13 milioni di megabyte. E niente, già così fa venire le vertigini.

 

I come INCHIESTA

L’inchiesta sul caso affidi al momento ha portato a 27 indagati, per una serie di reati di corruzione, turbativa d’asta, falso ideologico, indebita percezione di fondi pubblici e induzione indebita a dare utilità. A questi si è aggiunto anche il peculato che rientra nella più recente fase 2 dell’inchiesta dove rientra Matteo Ricci e due nomi nuovi, l’ex capo ufficio stampa Marcello Ciamaglia e la dirigente comunale Paola Nonni. Mette al centro gli affidi ma anche il meccanismo delle sponsorizzazioni. Iniziata nell’autunno del 2024 proprio in questi giorni la procura ha chiesto una proroga delle indagini che traghetteranno l’inchiesta fino al prossimo autunno. Due anni tondi.

 

L come LOGGE

Le logge di via San Francesco avrebbero dovuto ospitare la Sonoteca, anzi la “Loggia sonora”, un progetto da oltre 61mila euro mai realizzato, ma per la quale sono stati anticipati 18mila euro all’associazione Opera Maestra da parte dell’Ammministrazione comunale. Per quella cifra in queste ultime settimane da parte del Comune è stata avviata una procedura di recupero.

 

M come MURALE

Il murale è quello dedicato a Liliana Segre al campus scolastico, opera di street art intitolata “Ricorda”. Realizzato nel 2020 raffigura la senatrice da bambina con il padre e in età adulta. E’ stato realizzato come dono per i 90 anni della senatrice a vita e contro l’odio. Suo malgrado, al pari del Cascone, è finito in mezzo all’inchiesta, perchè nella determina di spesa il costo dell’opera è finito come manutenzione idraulica. Ovvero impianti e altro da riparare per 20mila euro. L’omaggio a Segre alla stregua di un rubinetto da aggiustare. Quando la realtà supera l’immaginazione. Peccato che il pm non abbia apprezzato tanta creatività.

 

N come NAPOLILLO

L’ex pubblico ministero Ernesto Napolillo è stato uno dei magistrati titolari dell’inchiesta insieme a Maria Letizia Fucci, ma dopo pochi mesi è trasferito a Roma collocato presso il ministero della Giustizia, Dipartimento amministrazione penitenziaria, quale direttore generale dei detenuti. A chiamarlo nella capitale è stato il sottosegretario Andrea Delmastro ma dopo la bufera che ha coinvolto quest’ultimo, con le dimissioni arrivate a poca distanza dall’esito del referendum, l’addio ha scosso l’entourage coinvolgendo anche lo stesso Napolillo prossimo a lasciare il Dap.

 

O come OPERA MAESTRA

Opera Maestra va in coppia con Stella Polare. Presiedute entrambe da Stefano Esposto sono le due associazioni culturali no-profit, create ad hoc, per intercettare incarichi e servizi dal Comune con gli affidi diretti tra il 2020 e il 2024. Per la Procura, “meri veicoli” per ottenere appalti. Le critiche principali riguardano la mancanza di requisiti, l’assenza di dipendenti, il mancato Durc e l’assenza di rendicontazione.

 

P come PESARO

Pesaro come Comune, come Pesaro Capitale della Cultura 2024, o Pesaro il Cuore del Natale. L’inchiesta è partita nel clou di Pesaro 2024 e tra le carte si leggono iniziative che in qualche modo sono state loro malgrado “contaminate”, come il catering a Villa Imperiale, ma anche i video per gli eventi natalizi.

 

Q come QUADRI

Sono i quadri dirigenti del Comune, quelli che stanno pagando il prezzo più alto dell’inchiesta. Dei 27 indagati molti sono infatti funzionari o dirigenti con ruoli apicali oggi accusati di reati a vario titolo, dal falso a induzione indebita a dare utilità. Delibere firmate con una certa disinvoltura hanno innescato un meccanismo le cui conseguenze non sono ancora finite.

 

R come RICCI

Quello di Matteo Ricci è il nome più eccellente dell’indagine, quello spuntato a metà di una rovente estate in piena campagna elettorale per le Regionali conclusasi per lui con l’amarezza di una cocente sconfitta. Per l’ex sindaco oggi europarlamentare prima è venuta l’accusa di corruzione a cui si è aggiunta oggi quella di peculato, che cambia un po’ di carte in tavola. Per gli inquirenti Ricci avrebbe agito per aver in cambio un ritorno di immagine e popolarità in termini di consenso politico e vantaggi per le campagne elettorali, ma senza tornaconto economico, tuttavia il reato di peculato sottende l’appropriazione indebita di denaro, ovvero ottenere utilità economiche e sposta un po’ lo scenario. Va da sè che Ricci ha sempre replicato dichiarandosi estraneo a qualsiasi fatto contestato.

 

S come SANTINI

Massimiliano Santini è la figura chiave dell’inchiesta, ex collaboratore e fedelissimo dell’ex sindaco Matteo Ricci. Coinvolto nel giro di affidamenti diretti sospetti la scorsa estate ha cambiato legale affidandosi a Goacchino Genchi e ha iniziando a parlare, ammettendo di aver gestito denaro. Alcune conseguenze delle sue dichiarazioni fiume hanno dato nuovo impulso all’inchiesta con i nuovi avvisi di garanzia per le cene elettorali e i tour promozionali di “Pane e politica”.

 

T come TOTEM

I totem sono uno dei filoni centrali dell’indagine. La Fondazione Pescheria Centro Arti Visive aveva affidato la fornitura di totem per Pesaro 2024 a Opera Maestra per un importo di 40mila euro. Per l’assegnazione, l’ex direttore generale della Fondazione, Silvano Straccini, è finito sotto inchiesta per concorso in corruzione e turbativa d’asta.

 

U come UFFICI

Gli uffici comunali devono ancora riprendersi dalle conseguenze. E il 10 ottobre 2024 con il blitz a palazzo e le perquisizioni a tappeto ormai fa parte della storia amministrativa e giudiziaria della città.

 

V come VIDEOMAKER

Sono i video per i tour promozionali di “Pane e politica” ad avere inguaiato Ricci con la nuova accusa di peculato. L’indagine si concentra su presunti pagamenti impropri per prestazioni video (si parla di somme come 4.000 e 6.300 euro più Iva) realizzate dal videomaker al seguito dell’ex sindaco e che poi sarebbe stato pagato con fatture emesse al Comune di Pesaro».

 

Z come ZOT

Nei fumetti Zot è un’onomatopea utilizzata per rappresentare graficamente il rumore di un fulmine.

Un’ottima immagine simbolica per raffigurare quanto tutto ciò abbia sconquassato Pesaro e il Comune.




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