Il caricabatterie lasciato attaccato tutta la notte: ecco quanto incide davvero in bolletta
Il tema del caricabatterie lasciato fisso alla presa per tutta la notte continua a sollevare dubbi, soprattutto quando si guarda alla bolletta. L’abitudine sembra innocua, ma il consumo in standby rientra tra quei dettagli che tendono a sfuggire.
Nei dispositivi moderni la gestione dell’energia risulta più efficiente, ma la presenza costante del caricatore nella presa mantiene attivo un assorbimento che, nel corso dell’anno, può generare un piccolo costo cumulato.
Il funzionamento di un caricabatterie si basa sulla conversione della corrente alternata in corrente continua, necessaria per alimentare la batteria dello smartphone. Anche dopo la fine della ricarica, il dispositivo mantiene un minimo consumo, determinato dai componenti elettronici sempre in attività.
Il consumo in standby si colloca in genere tra 0,1 e 0,5 watt. La ricarica effettiva richiede potenze superiori, tra 5 e 10 watt, ma solo per un periodo limitato. L’impatto reale deriva quindi dalla fase in cui il caricatore rimane collegato senza alimentare il telefono.
Considerando un assorbimento di 0,5 watt mantenuto per 12 ore al giorno, si ottiene un consumo giornaliero pari a 6 wattora. La proiezione annuale porta a 2,19 kWh, con un costo di circa 0,438 euro, ipotizzando un prezzo dell’energia di 0,20 euro/kWh.
Per ridurre il consumo in standby, si possono adottare alcune azioni pratiche:
- Staccare il caricatore quando non serve.
- Utilizzare ciabatte con interruttori per interrompere facilmente l’alimentazione.
- Scegliere modelli progettati per un minor consumo a riposo.
- Evitare la ricarica notturna quando non necessaria.
L’attenzione ai piccoli sprechi non richiede grandi sforzi, ma contribuisce al controllo dei consumi domestici. L’abitudine di scollegare i dispositivi quando non servono diventa un gesto semplice che aiuta a mantenere ordine, ridurre costi marginali e gestire con più consapevolezza le attrezzature presenti in casa.
C’è anche da dire che si parla di poco più di 40 centesimi l’anno. Non tutti saranno disposti a collegare e scollegare l’alimentatore (o gli alimentatori) per cifre del genere.
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