il capoluogo delle Marche torna sopra quota 100mila abitanti grazie al saldo migratorio estero
ANCONA Dopo sette anni Ancona torna sopra quota centomila residenti. In Comune già da qualche settimana, scorrendo gli aggiornamenti provvisori dell’ufficio anagrafe, avevano consapevolezza del superamento della soglia psicologica a sei cifre, ma l’ufficialità è arrivata solo nelle ultime ore, con l’aggiornamento del report che l’Istat dedica mensilmente all’andamento della popolazione dei Comuni italiani. Al 30 novembre 2025, il dato più recente disponibile certificato dall’istituto nazionale di statistica, la popolazione residente ad Ancona risulta di 100.069 unità, 50.559 femmine e 49.510 maschi. Il superamento della soglia dei 100mila abitanti è avvenuto proprio nell’ultimo mese censito, con un saldo positivo di 110 unità, che completa un trend in crescita che va avanti ormai, pur con qualche fase alterna, da metà del 2021. Alla fine del 2022 i residenti in città erano 98.882, un anno dopo (dicembre 2023) 99.401 e a fine 2024 erano saliti a 99.701.
Pochi nati, più immigrati
Nei periodo gennaio-novembre del 2025 il capoluogo di regione ha guadagnato 536 abitanti. Tutto merito del saldo positivo dei migratori con l’estero, che con 1.379 arrivi da altri Paesi e 330 partenze fa segnare un bilancio positivo di 1.049 unità. Un flusso che oltrepassa, più che doppiandolo, il saldo naturale negativo di 406 unità. Ad Ancona si continua a nascere poco (575 nei primi undici mesi del 2025, erano stati 592 nell’intero 2024) e le nuove culle sono state poco più della metà dei morti registrati nel periodo gennaio-novembre 2025 (981). Negativo anche il saldo migratorio interno con altri comuni italiani (-110) ma i movimenti con l’estero, con un contributo di oltre mille residenti in più, porta Ancona a guadagnare nei primi 11 mesi del 2025 un totale di 536 residenti, superando quota 100mila.
La decrescita dagli anni ’70
La decrescita demografica di Ancona, in linea con il trend nazionale e regionale, era iniziata negli anni ’70, appena finita l’eccezionale spinta propulsiva del baby boom.
Nel 1971, al censimento Istat, nel capoluogo dorico risultavano 109.789 residenti. Dieci anni dopo erano scesi a 106.498. Poi 101.285 nel 1991 e 100.507 nel 2001. Nel primo decennio del nuovo millennio Ancona era riuscita a frenare la decrescita demografica, con 100.497 abitanti certificati nel 2011.
La retrocessione demografica

La discesa sotto quota 100mila, secondo i dati Istat elaborati dal sito Tuttitalia.it, risale al 2018, ma ad Ancona di retrocessione demografica si iniziò a parlare in particolare dopo il censimento generale della popolazione condotto dall’Istat nel 2021. L’opposizione ne chiese conto all’allora sindaco Valeria Mancinelli, che il 30 settembre di cinque anni fa rispose a un’interrogazione di Marco Ausili (Fdi) che chiedeva lumi sulle conseguenze «socio-economiche e amministrative per la città».
Le conseguenze per la città?
«Non vi è alcuna conseguenza amministrativa – aveva replicato la Mancinelli – sia per quanto riguarda il numero dei consiglieri comunali che per il numero degli assessori visto che la legge equipara i capoluoghi a qualsiasi città pari o superiore ai 100mila residenti. Così come nessun effetto anche per quanto riguarda ad esempio la partecipazione ai bandi per ottenere risorse economiche che riservano attenzione ai capoluoghi». Adesso, al culmine di una “ripresina” spinta dal saldo positivo dei movimenti migratori, Ancona torna con i residenti a sei cifre, unica città marchigiana sopra quota 100mila.




