«Il capogruppo M5S sono io e ci resto»

PESARO La domenica porta dichiarazioni da resa dei conti in casa 5 Stelle. L’ormai ex assessora al Commercio Francesca Frenquellucci posta un video per spiegare i motivi del suo addio-terremoto scaricando le responsabilità sul capogruppo Lorenzo Lugli, che non cita mai per nome («il mio consigliere») accusandolo di averla più volte messa in difficoltà con un copione che si sarebbe ripetuto «a cadenza di circa un’uscita ogni tre mesi. Un problema politico più che personale e con il sindaco Biancani che si arrabbiava poi con me in giunta». Lugli non ci sta: «È la differenza tra essere asservito al ruolo ed essere un alleato leale che però non si fa andare bene tutto. Non sono uno yes-man e non credo che chi mi abbia scelto con il voto ne volesse uno. In questi giorni mi hanno accusato di tutto, dal tramare per passare ai Verdi all’ambire a un posto in giunta».
Situazione incandescente
«Mi ero ripromesso – prosegue – di non parlare ma visto che lo tsunami mediatico continua dico basta di ingoiare rospi e mettiamo ordine su alcuni punti. E do una notizia: non mi serve l’assessorato, posso benissimo portare avanti le mie idee perché il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Pesaro, fino al 2029, sono io». E si concede pure la chiosa in latino: “Hic manebimus optime”.
Il casus belli è stato l’annunciata estensione dei cassonetti intelligenti azzerando il porta a porta, ma Frenquellucci torna indietro ed elenca anche il caso Green Fox e i patti parasociali: «Avevo fatto presente ai vertici, e anche agli attivisti, che c’era questa situazione difficile da gestire per me come assessora. Quando un consigliere esce sui giornali come capogruppo M5s è chiaro che tu esci a nome del Movimento e io all’interno della giunta rappresento quella forza politica. Il sindaco l’assessore lo può sfiduciare, il consigliere no».
Come in un serratissimo set di tennis, Lugli ribatte: «I patti parasociali che regolamentano i rapporti tra Comune di Pesaro e Mms sono argomento politicamente rilevante visto che la linea del movimento è di promuovere la ripubblicizzazione delle aziende partecipate, il caso Fox ritengo di averlo gestito come presidente di commissione, cercando di far dialogare le parti senza peraltro riuscirci, e posso aiutare la memoria della ex assessora citando anche il parcheggio multipiano in centro, dove ho proposto una soluzione diversa e anche il progetto dell’ex Maracanà dove assieme ad altri consiglieri abbiamo fatto notare che il piano andava rivisto. C’è pure la piazzetta in viale Marconi asfaltata dopo aver promesso la pedonalizzazione. Stiamo parlando di idee e proposte esposte con la volontà propositiva di migliorare. Far notare una soluzione diversa significa contestare o cercare di fare meglio? Le persone che dicono sempre sì, non aiutano nessuno. Sono finito nel mirino, ma di fare un passo indietro non ci penso proprio, anzi mi sento rafforzato nell’importanza del mio ruolo di vero garante dei valori dei 5 Stelle a cui serve una figura libera e indipendente. E tengo a precisare che io non sono “il suo” consigliere ma il consigliere del M5s eletto dai cittadini».
La base e i supporter
Non è solo il ping pong al fiele tra i due, dato che accuse e controaccuse trascinano anche gli attivisti del movimento. Sabato la rappresentante del Gruppo Territoriale Pesaro e Valle del Foglia Francesca Biagioli e il vicario Mattia Galeazzi erano intervenuti a sostegno di Frenquellucci, così come anche Claudia Vanzolini. Ma anche Lugli ha i suoi supporter e ieri sono iniziati a circolare i nomi della base in appoggio al capogruppo: Silvana Colocci, Lilli Damiani, Andrea Giardini, Patrizia Amagliani, Doriano Pandolfi, Marcello Bertini, Nando Cancré, Maurizio Mazzoli, Mauro Rossi. Spiega Colocci: «Non condividiamo nulla di quanto detto o scritto contro Lugli. In questi anni c’è chi ha gestito il movimento come se fosse cosa propria». Per domani è in programma un incontro online che ha il sapore del redde rationem. Ma Lugli ha chiesto di tenerlo in presenza: «Non vedo l’ora di un confronto faccia a faccia».




