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Il campionato dei simulatori. In serie A troppe sceneggiate e il Var non può intervenire

MILANO – Altre due simulazioni che hanno spostato punti. Contatti accentuati, un tuffo più o meno scenografico, il tentativo di ingannare l’arbitro. A due settimane dall’ormai celebre caso Bastoni, nonostante l’onda di polemiche che ha fatto seguito all’episodio che ha deciso Inter-Juventus e le scuse pubbliche del giocatore, le simulazioni continuano a esserci. Più di una, con esiti diversi: c’è l’arbitro che fischia e punisce chi lo prova a ingannare, e quello che premia il tentativo.

Dumfries e il contatto accentuato in Inter-Atalanta

L’Atalanta ha pareggiato a San Siro con un gol di Krstovic, nato da un pallone perso da Dumfries. Come? In vantaggio su Sulemana, il laterale interista si è lasciato cadere non appena toccato dall’attaccante avversario. Sulemana gli appoggia una mano sulla schiena, mentre lo stesso Dumfries lo tiene a distanza con il braccio destro. E poi, sentito il tocco, si butta per terra. L’Atalanta segna, l’arbitro Manganiello non fischia, il Var non lo richiama e i vertici arbitrali approvano la decisione (meno quella sul rigore non concesso a Frattesi). Chivu si è arrabbiato, l’Inter pure, ma perché Dumfries in vantaggio su Sulemana ha aspettato solo il tocco dell’avversario per lasciarsi cadere? Perché non ha passato il pallone a Sommer, non lo ha spazzato in curva, non ha fatto una qualsiasi altra scelta che non presupponesse provare a beffare l’arbitro guadagnandosi un calcio di punizione?

Diao e l’espulsione di Wesley in Como-Roma

Simile intento in Como-Roma per Diao. Wesley insieme al compagno Rensch l’attaccante, che cade appena sfiorato e induce l’arbitro Massa a estrarre il secondo giallo per il difensore giallorosso, quindi espulso. C’è probabilmente un tocco lieve su Diao, ma a spingerlo è Rensch, non Wesley. Che sembra proprio non toccare l’esterno ex Betis. Anche lui, sarebbe potuto restare in piedi? Qui c’è meno la ricerca scientifica del fallo, ma pure Diao si lascia andare molto facilmente.

Le nuove regole per combattere i furbetti

La simulazione è l’atto più antipatico da subire per un arbitro. Il designatore Rocchi lo ripete spesso. I giocatori devono aiutare i fischietti, non fare di continuo i furbi. Ci sono momento di indignazione generale, vedasi il caso Bastoni. Ma, dal weekend successivo, tutto torna come prima. Come limitarle? Bisogna ammonire sempre chi accentua i contatti? Introdurre delle multe per chi viene beccato a simulare? A fine febbraio l’Ifab (International Football Association Board) ha approvato alcune modifiche alle regole che entreranno in vigore dal primo giugno. Tra queste, anche una norma che punisce chi stramazza al suolo e chiede l’aiuto del medico anche per far passare più tempo possibile: se un giocatore richiede un intervento sanitario superiore agli 8 secondi, poi resterà fuori per 60 a meno che il fallo non abbia procurato un cartellino (giallo o rosso) a chi l’ha commesso. Un piccolo passo.


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